Torna in cella Papillon, il re dell’evasione

Contrabbandiere negli anni Ottanta, trafficante di armi provenienti dall’ex Jugoslavia nel decennio successivo, spacciatore di droga dall’inizio del 2000. Una carriera criminale di tutto rispetto quella di Sergio Giraldi, triestino di 67 anni, annoverato ormai dalle forze dell’ordine tra i malviventi più anziani, e incalliti, presenti sulla piazza cittadina.
Nonostante l’età da pensione, infatti, Giraldi non pare aver alcuna intenzione di abbandonare il “lavoro”, nonostante l’attività l’abbia costretto nel tempo ad un continuo andirivieni dal carcere. Dove, proprio ieri, dopo esser stato arrestato dagli uomini della Mobile su disposizione del pm Pietro Montrone, è tornato per l’ennesima volta. Deve infatti scontare un anno di reclusione per una condanna subita nel 2007, e ora diventata definitiva, legata ad un giro di droga. Uno spaccio ad ampio raggio di eroina e cocaina che aveva coinvolto anche decine di altri pregiudicati, poi denunciati e arrestati a loro volta.
Per quell’episodio Giraldi era stato condannato complessivamente a due anni: uno l’ha già scontato all’epoca sotto forma di custodia cautelare, l’altro dovrà trascorrerlo in cella adesso. Sempre che non decida di dar sfoggio ancora una volta delle doti di rocambolesco evasore che a San Giacomo, suo rione di appartenenza, gli sono valsi il soprannome di “Papillon”. Come Steve Mcquenn nell’omonimo film, infatti, Giraldi ha saputo farsi gioco del sistema penitenziario, riuscendo ad uscire dal carcere di Capodistria nel 1993 segando abilmente le sbarre.
Nell’istituto sloveno, quella volta, era finito per un traffico di armi ed esplosivi. Materiale che importava con nonchalance dai Balcani ma che, al caso, riusciva anche a fabbricare in proprio. Una versatilità che non gli ha comunque evitato l’arresto in più di un’occasione.
Il primissimo incontro ravvicinato con la giustizia, però, era avvenuto molto tempo addietro, precisamente nel 1967, anno in cui “Papillon” era stato accusato truffa, avendo avuto la bella idea di falsificare l’assicurazione della macchina. A quell’episodio ne sono seguiti nel tempo tantissimi altri, in relazione ai “rami d’attività” di volta in volta scelti dall’intraprendente Giraldi: contrabbando di sigarette e prodotti di importazione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, traffico di ordigni bellici e infine, come detto, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. (m.r.)
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