Torna in pista il progetto dell’autorecupero
A Monfalcone il diritto alla casa rimane un problema per molti cittadini e il Comune ha deciso di rilanciare l'autorecupero della palazzina di via Valentinis 88, come ulteriore strumento per mettere a disposizione degli spazi abitativi a costi accessibili. L’ente lo fa a fronte della legge Finanziaria regionale 2015 (approvata a fine 2014) che stanzia contributi ai Comuni che si lancino nell’impresa. Perché tale si è rivelata cinque anni fa, quando il Comune realizzò il percorso, assieme all’Ater e all’agenzia Kallipolis, senza riuscire a perfezionarlo a causa della crisi.
Diversi dei soggetti già individuati per costituire la cooperativa di “autorecuperanti” persero il requisito della bancabilità con la perdita, anche temporanea, del lavoro. «Rispetto al 2010-2011 adesso c’è un contributo regionale - sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin - e ci sono dei fondi a disposizione». L’unico altro Comune a essersi fatto avanti è stato quello di Trieste. «Di fatto riprendendo il progetto che avevamo costruito cinque anni fa», rileva Morsolin. Il costo complessivo della ristrutturazione della palazzina di via Valentinis 88 ammonta, stando alle stime del Comune, a 780mila euro di cui il 35% può essere coperto dallo stanziamento regionale (quindi 273mila euro). Il restante 65%, 507mila euro, sarà a carico degli auto-recuperanti. Si tratta di una cifra attorno ai 45mila euro che «andrà di fatto a concedere l’alloggio a costo zero per molti anni».
Il primo passo del progetto dovrà consistere comunque nell’acquisizione dell’unico alloggio di proprietà privata presente nella palazzina. Come già nel 2011, dovrà poi essere selezionato un gruppo di rappresentanti di nuclei familiari, tramite bando pubblico locale, che dovrà costituirsi in cooperativa e sottoscrivere una convenzione con il Comune di Monfalcone. Il progetto architettonico prevede la realizzazione di 11 unità abitative di misure diverse, in maniera da differenziare al massimo l’offerta e dare risposta a nuclei familiari di composizione molto diversa: dai single con figli a carico alle famiglie più numerose. Alcuni spazi al piano terra e al secondo piano sono stati inoltre destinati a usi collettivi per mantenere, anche in una fase successiva ai lavori, la possibilità di condividere dei luoghi dove riunirsi, fare attività, socializzare. Si è pensato di realizzare un deposito con i congelatori, l’emeroteca e la sala tv comune al piano terra, mentre al secondo piano il progetto colloca la lavanderia, alcuni spazi comuni dove usufruire per esempio di una connessione internet condominiale o fare le riunioni di condominio e i giochi per i bambini. Inoltre la cooperativa edilizia potrà iniziare ad apprendere le tecniche necessarie per eseguire le lavorazioni previste e testare la composizione delle squadre di lavoro. Si tratta, comunque, di un percorso non breve. Il progetto calcola un anno per l'acquisizione dell'alloggio, un altro per portare a termine il bando e la formazione della cooperativa e tre per i lavori.
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