Torna la card della spesa gratis Manovra da 100 mila euro

C’era una volta, otto mesi fa, e ci sarà pure domani. Torna in auge il ricorso alla card per ammortizzare gli effetti depressivi del mini lockdown: la tessera per l’acquisto di beni di prima necessità nei punti vendita cittadini. All’atto dell’istanza on line gli aventi diritto dovranno però esibire un reddito Isee entro gli 8.295,40 euro. L’utilizzo bis dello strumento viene varato dalla giunta comunale per contrastare i riverberi economici dettati dalla seconda ondata di contagi da epidemia Sars-CoV-2. Per nulla di serie B. Rischia anzi di arrecare effetti, per l’amministrazione, «più devastanti della prima» ai nuclei e alle attività economiche. Di qui lo stanziamento extra, con variazione urgente al bilancio, di 100 mila euro, da destinare al capitolo. I soldi sono ritagliati per la spesa di generi alimentari e farmaci «tramite il collaudato sistema delle card prepagate», già impiegato due stagioni fa nel lockdown. Allora l’ente si era visto recapitare 1.621 richieste documentate, esaudite nella globalità.
La prima volta, quando esercizi e attività si erano fermati, l’amministrazione Cisint aveva messo in campo una serie di aiuti, ma si era fatta avanti anche la società civile, attraverso il volontariato, per esempio di SettembreinVita e DinAmici, che si era reso protagonista della consegna di borse con spese e medicine ad anziani, malati e soggetti fragili. E c’era inoltre la Protezione civile, peraltro ritornata attiva, per lo specifico servizio, nei fine settimana.
Dunque fa di nuovo capolino in città la card, che a primavera aveva visto l’assegnazione di somme variabili da 50 a 250 euro a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Il fondo di solidarietà alimentare aveva attinto al finanziamento ministeriale di 151.845 rivolto al Comune, che l’aveva integrato con ulteriori 93.650 euro (Cisint aveva polemizzato sull’esiguità delle risorse pro capite messe a disposizione da Roma). Ora, nell’ondata di ritorno dei contagi, per avvalersi della forma di sostegno si dovrà esibire l’Isee, prendendo come paletto di riferimento la soglia di 8.295,40 euro – «ai sensi di legge» precisa il sindaco – sulla base dei redditi 2019 o 2020. «Ma viene data – sempre Anna Cisint – la possibilità di fornire un aggiornamento della situazione economica familiare nel caso in cui sia sensibilmente variata da quella rilevazione». I 100 mila euro si aggiungono alla già nota posta da 300 mila euro stanziata dall’ente dopo il lockdown di marzo per aiutare le attività a ripartire e a dotarsi degli accorgimenti di sicurezza necessari ad affrontare la Fase 2 dell’emergenza, sulla base di esigenze emerse dal confronto con le associazioni di categoria. Parte di questi fondi, stando al Comune, è stata poi girata nel contributo di 240 mila euro rivolto ai micro imprenditori per rendere loro possibile reinvestire nella propria azienda. «Sta già arrivando un numero massiccio di richieste», puntualizza il sindaco. Della partita fa parte anche l’azione di riduzione fiscale (-50% sulla Tari, azzeramento della Tosap temporanea, l’abbattimento della tassa sulla pubblicità 2020 e riduzione del 50% dei canoni demaniali per l’utilizzo della spiaggia).
«Siamo ben consapevoli – commenta Cisint – dei contraccolpi che questa nuova fiammata di contagi potrebbe determinare per i nostri cittadini e gli esercizi commerciali, pertanto abbiamo deciso di dare un’ulteriore risposta a chi oggi soffre di più. Abbiamo pensato di ricorrere al sistema delle card, che si è rivelato efficace, sicuro e agevole, per l’acquisto di generi alimentari e di farmaci». Infatti per ricevere l’ausilio basterà inviare la richiesta on line al Comune, cliccando sul sito istituzionale. «Della situazione di grande difficoltà – prosegue – ho parlato con il ministro allo Sviluppo economico Patuanelli, portando alla sua attenzione le condizioni dei gestori di piccole e medie imprese».
A margine il sindaco interviene anche sulla recente querelle sul Natale sollevata da Omar Greco di Art 1 e Pd (non invece sulle recenti esternazioni dell’alleato azzurro Giuseppe Nicoli): «Chi sostiene che siano buttati i soldi stanziati per il periodo natalizio, peraltro supportati per due terzi da contributi specifici, è sulla strada sbagliata: noi riusciamo a garantire sia la copertura delle varie iniziative sia i servizi ai cittadini, avendo già provveduto ad abbassare la pressione fiscale». «Il Natale – conclude – significa per noi difesa delle radici e mantenimento dell’identità, oltre che un’occasione di lavoro per i nostri commercianti, ai quali fornisce prospettive di opportunità economiche assolutamente da valorizzare». —
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