Torna l’orario ordinario ma in Castello il personale ha bisogno di aiuti esterni

Alex Pessotto
Alle minori entrate si devono aggiungere i maggiori costi e il responsabile, ormai, è sempre lo stesso: una pandemia di nome Covid-19. A farne le spese, questa volta, è il Castello e, quindi, le casse dell’amministrazione comunale: si tratta di soldi pubblici, insomma.
Una determina dirigenziale ha affidato a La Collina cooperativa sociale onlus avente sede a Trieste il servizio di gestione del pubblico che visiterà il maniero. Per un servizio dal 7 luglio al 27 settembre il costo complessivo è di euro 3.7019,29 (Iva compresa). In totale, son 1.728 ore lavorative. Senza coronavirus non ci sarebbe stata la necessità di questo esborso e ciò è esplicitato chiaramente nella determina: «Non risulta più sufficiente, attese le nuove, più restrittive, condizioni di visita imposte dal legislatore, il personale comunale in capo al Castello, che trovandosi nuovamente impiegato con l’orario di servizio ordinario, articolato in due turni di 3 persone ciascuno, risulta insufficiente a garantire il servizio di accoglienza e gestione del pubblico durante la visita».
Altre soluzioni meno onerose, prima dell’affidamento a La Collina, sono state vagliate dagli uffici, ma non hanno sortito esito positivo. Anche perché, per la gestione del pubblico, e quindi per l’accompagnamento in sicurezza dei visitatori nei vari ambienti del maniero, in tempi di Covid-19 è richiesto, all’affidatario del servizio, il possesso di requisiti ben precisi e, a tal proposito, La Collina ha dimostrato di averli. Proprio il servizio della cooperativa sociale triestina garantirà inoltre un’apertura del maniero più estesa, in quanto a numero di giornate, di quella che, dal 30 maggio, quando il Castello è stato riaperto dopo il blocco legato al Covid, si è potuta avere. Ora, infatti, le aperture tornano a essere quelle di sempre: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 nonché dalle 15 alle 19, con un prezzo di ingresso di 3 euro per gli interi e di 1,5 euro per i ridotti, senza dimenticare che, da pochi giorni, è stato introdotto il biglietto unico che, a 12 euro per gli interi e a 6 euro per i ridotti, consente di vedere, oltre al maniero, le sedi cittadine dei Musei provinciali e palazzo Coronini Cronberg. Il punto però è un altro.
Quanti visitatori può accogliere il Castello, in questo periodo? Applicando le normative, al massimo, possono entrare in 6, ogni mezz’ora circa, con l'immancabile mascherina. Vale a dire che per il 2020, come ormai prevedibile, dopo i numeri del recente passato che facevano registrare continui incrementi negli ingressi, non si può non attendere il crollo, nonostante a breve verrà inaugurata la mostra su Massimiliano I. E, ovvio, meno visitatori significano meno entrate.
A giustificare l’apertura di quello che è senza dubbio il simbolo di Gorizia è soltanto la volontà dell’amministrazione comunale di continuare a permetterne le visite, di garantirne comunque la fruizione al pubblico più ampio. Anche se l’esborso è di parecchie migliaia di euro e, senza il Covid-19, non sarebbe certamente stato necessario. Quanto ai dipendenti comunali, nel maniero continueranno ad occuparsi dei servizi di apertura e chiusura, sbigliettamento e igienizzazione. —
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