Toros al Pd: «Andiamo avanti da soli»

La candidata sindaco di Uniti per Cormons e di “Progetto”: no ad alleanze con forze di partito, ne va della nostra credibilità
Di Matteo Femia

CORMONS. Un "no" secco al Pd motivato da "credibilità e coerenza". L'attesa decisione di Uniti per Cormons e Progetto per Cormons sulla mano tesa offerta dal Partito democratico (che nei giorni scorsi dopo aver votato no al bilancio preventivo aveva deciso all'unanimità dei presenti l'appoggio alla candidata sindaco di UpC e PpC Lucia Toros) è dunque arrivata. E non è stata una presa di posizione favorevole ai Dem, che ora si ritrovano dunque con questa difficile gatta da pelare del rifiuto di Uniti per Cormons e Progetto per Cormons di averli al loro fianco nella sfida elettorale agli altri due candidati sindaci che al momento hanno ufficializzato la propria discesa in campo, Roberto Felcaro per la lista civica Direzione Cormons ed Ettore Ribaudo per CambiAmo Cormons.

Tramonta, a questo punto, ogni ipotesi di centrosinistra compatto al voto, a meno di ripensamenti che però, a questo punto, sembrano davvero non realistici. Le parole della Toros, d'altronde, sono nette: «Di fronte alla possibilità di apparentamento con liste di partito, le liste civiche Uniti per Cormons e Progetto per Cormons ritengono opportuno sottolineare che la credibilità e la coerenza siano alcuni fra i principali valori sui quali stanno costruendo un progetto comune per il territorio cormonese e i suoi cittadini. L'obiettivo di entrambe le liste civiche è quello di amministrare la città nell'interesse esclusivo della gente, operando le scelte necessarie in piena autonomia. Pertanto, dopo essersi consultati al proprio interno e alla luce degli avvenimenti delle ultime settimane, ritengono che l'apparentamento con liste di partito sia in contrasto con la linea condivisa». Una frase, quest'ultima, che rischia di essere la pietra tombale su ogni aspirazione di unità del Partito democratico cormonese. Toros, però, non chiude la porta a eventuali ingressi nella coalizione di realtà, purché non siano liste di partito: «Resta sempre valida - sottolinea infatti l'attuale vicesindaco - la massima disponibilità delle liste civiche, secondo i principi di partecipazione e cittadinanza attiva, a collaborare con tutti i cittadini e ad accogliere coloro che ne condividono valori e programmi». La decisione di Lucia Toros, comunque, era nell'aria da giorni: le strade di UpC/PpC e Partito democratico infatti ai più sembravano non poter essere più parallele dopo il clamoroso "no" del partito di Renzi al bilancio di previsione. Una mossa politica che indubbiamente ha scavato un solco profondissimo tra le due già non vicinissime parti: e stupisce come, in effetti, un partito che di lì a cinque giorni avrebbe poi manifestato pubblicamente il proprio sostegno alla candidata sindaco Toros non abbia pensato agli effetti di una scelta politica così nettamente contraria a quella stessa Toros che avrebbero poi indicato come la propria portabandiera. In molti, a Cormons, si sono chiesti se non sarebbe stato più pacificante politicamente un voto di astensione sul bilancio, che avrebbe di fatto mantenuto la porta aperta ad un apparentamento. Ma con i se e con i ma non si fa la storia: e quella cormonese ora vede il centrosinistra diviso.

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