Torrenti: «La specialità di Trieste penalizzata da Tondo»

La maggioranza che governerà il Friuli Venezia Giulia nei prossimi cinque anni dovrà tener conto della «specialità di Trieste, del suo potenziale, delle sue necessità, mettendo finalmente da parte l'immobilismo che ha caratterizzato la presidenza di Renzo Tondo».
L'assessore comunale all’Educazione Antonella Grim e il candidato consigliere regionale del Partito democratico, Gianni Torrenti, hanno sintetizzato in questi termini il loro pensiero ieri, nel corso di un incontro con gli elettori. «Bisogna tornare a programmare e a pianificare, prima competenza della Regione, rimettendo al centro dell'agenda politica Trieste - ha detto l’assessore Grim - cominciando dall'edilizia scolastica, che esige un piano pluriennale che tenga conto della vetusta' degli edifici che ospitano le scuole e i ricreatori. Aver azzerato i contributi a favore degli asili nido, pari a 8 milioni di euro, 1,2 dei quali erano per il Comune di Trieste - ha aggiunto l'assessore cambiando tema - da parte di Tondo è stato improvvido. Abbiamo liste d'attesa per entrare negli asili nido - ha concluso Grim - perciò bisogna insistere sul sistema integrato fra pubblico e privato».
Sullo stesso argomento, il candidato Torrenti ha parlato di urgenza di «adeguare la normativa che fissa le proporzioni fra spazi e aree verdi per realizzare asili nido. Trieste ha una morfologia diversa dal resto della regione e bisogna tenerne conto, favorendone la nascita».
Ma il candidato ha puntato il dito soprattutto sui «triestini della Regione. Turismo e cultura sono i settori più penalizzati e guarda caso - ha precisato Torrenti - Federica Seganti ha guidato l'assessorato per il Turismo e Piero Camber è stato presidente della Commissione cultura. Un bel fallimento non c'è che dire. La mancanza di strategia di Tondo ha poi fatto il resto, mancando nel necessario confronto con il governo centrale. Per esempio la terza corsia - ha sottolineato Torrenti - deve essere fatta per non isolare Trieste, con soldi della regione e dello Stato».
Infine sulla macroregione sottoscritta da Tondo prima del voto politico i governatori leghisti (l veneto Zaia, il piemontese Cota e il lumbard Maroni). «Trieste dovrà essere centrale nell'Europa che verrà, con la Croazia all'interno dell'Ue, non l'estremo lembo a Est del Nord Italia».
Ugo Salvini
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