Torviscosa, primo passo per l’impianto soda-cloro

La Halo Industry ha presentato le istanze per le autorizzazioni ambientali Il sito, del costo di 40 milioni di euro, dovrebbe entrare in funzione nel 2016
Di Francesca Artico

TORVISCOSA. La Halo Industry spa ha presentato alle autorità e alla Direzione centrale Ambiente Fvg istanze congiunte per l’avvio della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) e di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la realizzazione dell’impianto per la produzione di cloro e soda a Torviscosa. Ora ci sono 60 giorni per presentare osservazioni sui contenuti delle istante, poi ci saranno la discussione e, quindi, il via al percorso autorizzativo: l’iter potrebbe essere concluso tra fine agosto e inizio settembre, e a ottobre il cantiere per la costruzione dell’impianto potrebbe già essere aperto. Intanto si provvederà all’acquisizione della macroarea 7 (142 mila metri quadrati, di cui 112 mila liberi da vincoli ambientali), per la quale la Halo ha già stato presentato offerta di acquisto al commissario straordinario, il veneziano Marco Cappelletto.

Il nuovo impianto, costo 40 milioni di euro, impiegherà la tecnologia delle celle a membrana che ha dei vantaggi ecologici intrinseci rispetto ad altre tecnologie disponibili, poiché non introduce nel processo sostanze tossiche e nocive quali mercurio o amianto, risultando più efficiente dal punto di vista energetico. La produzione andrà a sopperire alle esigenze di approvvigionamento di cloro, materia prima utilizzata dalle aziende insediate nel sito chimico di Torviscosa. Il sito è infatti dal 2008, anno di sequestro e conseguente dismissione dell’impianto cloro soda a mercurio, rimasto privo di approvvigionamento locale di cloro. La realizzazione e l’esercizio dell’impianto in progetto, che occuperà una superficie di 20mila metri quadrati, costituirà un’interferenza positiva sulla popolazione visto che determinerà un incremento occupazionale (una quarantina di addetti), oltre che per l’esercizio dell’impianto stesso che favorirà l’insediamento di aziende nelle aree circostanti, interessate alle produzione del nuovo impianto, e al contempo ridurrà il rischio connesso al trasporto su strada di cloro.

Attualmente le aziende utilizzano il cloro acquistato fuori regione, il cui trasporto avviene o su strada e su ferro, entrambi considerati pericolosi, tant’è che l’Ue intende vietarli entro il 2015. Gli impatti potenzialmente negativi su atmosfera, ambiente idrico, rumori e traffico, sono stati considerati trascurabili rispetto ai vantaggi che derivano dalla realizzazione dell’opera. Il nuovo impianto dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del 2016.

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