Tosi sponsor di Dipiazza oltre le logiche di partito

TRIESTE Roberto Dipiazza «potrebbe essere ancora l’uomo giusto», soprattutto «alla guida di un grande movimento civico indipendente e inclusivo». Il sindaco di Verona Flavio Tosi entra a capofitto nel dibattito politico triestino esplicitando il suo sostegno all’ex primo cittadino, senza nascondere la sua simpatia per «Paolo Rovis di “Trieste Popolare” e Franco Bandelli di “Un’Altra Trieste”», a rischio di restare fuori dai giochi nel caso che Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega decidano di appoggiare l’ex sindaco in una coalizione chiusa. Un’ipotesi smentita formalmente da Forza Italia, ma la cui verosimiglianza è confermata da alcuni esponenti del partito.
Quest’anno Tosi ha lanciato il suo movimento “Fare!” con cui punta a proporsi nelle amministrative comunali della prossima primavera, Trieste inclusa: «Stiamo raccogliendo adesioni in tutta Italia e nei prossimi mesi decideremo insieme modalità e forme con cui essere presenti alle elezioni amministrative - spiega il sindaco -. Abbiamo tante persone valide in grado di trasferire le idee e la concretezza di Fare! nelle istituzioni che più di altre sono chiamate a dare risposte efficaci ai cittadini, ovvero i Comuni. A Trieste sta ben lavorando in questa direzione Stefano Martucci, che ha maturato competenza e capacità di sintesi nel suo ruolo di consigliere provinciale».
Quanto al possibile candidato, Tosi commenta «mi sembra che molta parte del centrodestra non si sia ancora espressa», aggiungendo poi quali sono i suoi interlocutori diretti in città: «Noi stiamo dialogando intensamente con chi, come Fare!, antepone la buona amministrazione agli interessi di parte o personali. Mi riferisco in particolare a Paolo Rovis di “Trieste Popolare” e Franco Bandelli di “Un’Altra Trieste” con i quali condividiamo il pragmatismo nell’affrontare i temi, il superamento dei vecchi schemi destra e sinistra e l’orientamento civico».
Dei due politici triestini, Tosi rileva che «hanno già dimostrato di avere ben operato come assessori con la giunta Dipiazza». E a proposito dell’ex primo cittadino, Tosi l’ha incontrato pochi mesi fa, assieme ad altri consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia. L’esponente della destra veneta non nasconde la simpatia verso Dipiazza, specificando che la sua potenziale candidatura dovrebbe essere sostenuta attraverso liste civiche e realtà locali.
Un dilemma su cui riflettono in tanti: da un lato Un’Altra Trieste di Bandelli e Alessia Rosolen, dall’altro forse anche Dipiazza stesso, che con la sua lista personale è abituato a risultati di tutto rispetto. Commenta Tosi: «Roberto è un amico, una risorsa ed è amato dai triestini. Potrebbe essere ancora l’uomo giusto per Trieste se saprà interpretare una nuova stagione che lo veda libero dai vincoli dei partiti. Lo vedrei alla guida di un grande movimento civico indipendente e inclusivo, che si avvalga di donne e uomini capaci e motivati».
L’appello finale di Tosi è per un centrodestra che si distanzi dalle dinamiche della Forza Italia di Silvio Berlusconi ma anche della nuova Lega di Salvini, di cui il sindaco di Verona è un acerrimo nemico: «Serve un mix di esperienze già collaudate e di nuove energie, non assoggettate a ordini provenienti da Arcore, Milano o Roma. A Trieste, come nelle altre città, la gente è stufa della vecchia politica inconcludente: stop a chiacchiere e giochini, c’è bisogno di Fare!».
Per Tosi in Italia «il centrodestra in questo momento non esiste, è palese. Esistono solo posizioni demagogiche come quelle della nuova Lega, che non portano a nulla e servono solo a riempire i talk show. C’è lo spazio per la nascita di un grande polo liberalpopolare che abbia come linea guida un manifesto sintetico ma chiaro. Nel centrodestra moderato, al momento, alcuni sono in maggioranza, altri all’opposizione, ma idee e valori sono condivisi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








