Tra Ronchi e Monfalcone l’incrocio dei camposanti

Luca Perrino / RONCHI
«Bisogna pensare oggi alle esigenze del futuro. Anche in un settore delicato qual’è quello della gestione dei servizi cimiteriali. Ogni anno, a Ronchi dei Legionari, si celebrano quasi 150 funerali ed è nostro compito pianificare perché tutte queste persone abbiano una degna sepoltura». Il sindaco, Livio Vecchiet, sintetizza così quelli che sono i piani per il cimitero comunale di via D’Annunzio. Piani che passano attraverso due dati di fatto. Il primo è che il 60% delle salme vengono avviate alla cremazione e che, quindi, c’è bisogno di nuovi spazi per cinerari. Il secondo è che una fetta del camposanto ronchese si sviluppa sul territorio di Monfalcone, così come quello monfalconese entra in quello di Ronchi dei Legionari. «Avvierò i contatti proprio per cercare un accordo – continua Vecchiet – che ci permetta di ampliare il nostro cimitero verso via delle Bortolozze, potendo così arrivare anche alla sistemazione definitiva di quell’area. Proprio in questa zona avremmo la possibilità di espandere il cimitero, venendo incontro a quelle che saranno le esigenze del futuro. Ma dobbiamo pensarci già oggi, pianificando ogni azione per lotti».
L’emergenza Covid ha bloccato anche le 90 esumazioni che avrebbero dovuto essere effettuate a febbraio. Se ne parlerà in autunno e, già da allora, si potrebbe dare il via alla costruzione di nuovi cinerari prefabbricati per lotti da 100. Ma, nei programmi della municipalità ronchese, c’è anche l’individuazione di una nuova area per chi ha disposto di essere seppellito nella terra. Quello di via D’Annunzio è l’unico cimitero esistente a Ronchi dei Legionari, realtà che si sviluppa su un’area di 114 metri quadrati. Al suo interno troviamo 947 tombe di famiglia, 13 ossari per complessive 500 cellette e 62 blocchi nei quali trovano posto 1.100 salme che sono state composte in quelli che si chiamano semplicemente loculi. Un edificio che ospita la cappella cimiteriale, dotato di due nuove stanze di deposito delle salme, un nuovo ufficio cimiteriale, nuovi servizi igienici adeguati anche per i disabili, locali tutti serviti da aria condizionata.
Si stima che, dalla sua realizzazione ad oggi, il cimitero ronchese abbia ospitato qualcosa come 80 mila defunti. —
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