«Trasferiamo gli esercenti al mercato all’ingrosso»

Una parte della maggioranza e l’opposizione convergono su questa opzione Roldo: «È la soluzione migliore». Perazza: «No al loro trasloco in via Rastello»
Bumbaca Gorizia 04.09.2020 Mercato coperto © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 04.09.2020 Mercato coperto © Foto Pierluigi Bumbaca

Francesco Fain

La vicenda del mercato coperto è stata gestita male. Non serve essere dei fini analisti per dirlo. Sono partiti già gli avvisi di sfratto temporaneo per gli operatori ma nessuno sa (solo pochi eletti) qual è il progetto di restauro e rilancio del mercato coperto. Nemmeno fosse tutelato dai servizi segreti.

E, in questo clima di incertezza, si registra una curiosa convergenza fra parte della maggioranza e l’opposizione. Rinaldo Roldo (Cambiamo) chiede che vengano, una volte per tutte, coinvolti i consiglieri comunali su questo progetto. «Non ne sappiamo nulla. E ci sarà bisogno, lo ipotizzo, di una variante urbanista. Ma quando si degneranno di illustrare quel benedetto progetto? E poi: perché non utilizziamo il mercato all’ingrosso per ospitare gli operatori del mercato coperto per tutto il periodo dei lavori? Pongo un’altra domanda: una volta risistemato il mercato coperto ospiterà gli attuali operatori o sarà un’elite a lavorare la dentro? Sarebbe bastato parlarne, coinvolgendo il Consiglio comunale, come è giusto sia».

Per il Pd parla Franco Perazza. «Per parte nostra - dice - qualsiasi soluzione deve partire da due presupposti e cioè il mantenimento del gruppo di operatori e l’individuazione di una collocazione vicina al Mercato coperto. L’obiettivo è quello di mantenere il più possibile la consolidata abitudine della spesa al mercato nel cuore della città. Pertanto alcune proposte come quella dell’uso del quartiere fieristico o di via Rastello appaiono non praticabili. La prima per la lontananza dalla sede abituale, la seconda perché disperderebbe il gruppo. Più praticabile - sottolinea - potrebbe essere la collocazione nell’area del Mercato all’ingrosso con una tensostruttura adeguata e qualche lavoro di adeguamento del compendio. Tutti gli esercenti potrebbero trovarvi spazio e verrebbe mantenuta la loro complementarietà. Si sposterebbero solo di qualche metro. Vero: si perderebbero gli stalli per il parcheggio dentro il Mercato all’ingrosso ma questi potrebbero essere recuperati introducendo un senso unico in via Boccaccio che permetterebbe il parcheggio a pettine lungo tutta la via. Ogni soluzione dovrà comunque essere concordata con gli operatori». Perazza chiude usando l’ironia. «Il Comune parla di tre anni di lavoro. I tempi ci sembrano francamente eccessivi se pensiamo che il ponte Morandi l’hanno fatto in poco più di un anno».

La Camera di commercio Vg si occuperà dell’intervento. Che dice? Il presidente Antonio Paoletti ha le idee chiare. «Valorizzare la funzione esistente, come da tempo richiesto dagli operatori del Mercato coperto, trasformandolo anche in un attrattore di carattere turistico-economico, fondato sulle eccellenze dell’agroalimentare e sulle peculiarità eno-gastronomiche del territorio: questi gli obiettivi che hanno spinto la Camera a commissionare uno studio di fattibilità per la rivisitazione funzionale del Mercato coperto di via Boccaccio».

L’ente camerale presenterà, a breve, lo studio di fattibilità sia ai consiglieri comunali sia agli operatori del Mercato stesso, dopodiché si rimetterà alle valutazioni del Consiglio comunale, chiedendo allo stesso un preciso indirizzo politico di assenso o dissenso sullo studio di fattibilità. —

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