Trasloco dell’Icgeb in stallo Il caso in commissione

Domande, tante domande, ma alla fine non è uscito nulla di concreto dalla riunione della III Commissione convocata ieri per parlare del trasferimento della sede del Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie (Icgeb) in Porto vecchio. Di eclatante c’è stato solo lo “spavento” del cattolicissimo Salvatore Porro (FdI), quando ha sentito la parola genetica.
A convocare la Commissione sul tema sono stati i Cinquestelle, che hanno invitato il direttore generale Mauro Giacca a parlare del possibile trasloco che da Padriciano porterebbe uffici e laboratori dell’istituto scientifico all’interno del Magazzino 26. «Questa è l’unica occasione ufficiale in cui ho potuto esporre questa idea», ha affermato lo scienziato. Sollecitato in particolare dall’architetto Elena Danielis (M5s), Giacca ha soprattutto manifestato la necessità di avere per il centro maggiori spazi. Per il progetto sono già stati stanziati 10 milioni di euro dei 50 messi a disposizione dal Mibact attraverso il Cipe. Ne mancherebbero altri 7-8, che dovrebbero finanziare le istituzioni. Ne servirebbero 30-40 per un edificio ex novo.
L’area del silo 26 coinvolgerebbe uno spazio di 3 piani molto più esteso di quello utilizzato oggi. Giacca ha sottolineato «la valenza strategica» dell’operazione: più diffusione della cultura scientifica sul territorio e più possibilità di trasferimento tecnologico alle imprese. Si sono espressi a favore Manuela Declich (FdI) e Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste). Porro invece, alla parola “genetica”, tema di cui si occupa Icgeb, ha detto: «Sono ignorante in materia, ma la genetica stravolge la natura di Dio». –
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