«Treni e notti insonni, vogliamo barriere anti-rumore»
«Non ne possiamo più». Sergio Medeot, già capo dell’opposizione a Mossa e residente lungo la strada regionale 56, si fa portavoce dei disagi di tutti coloro che hanno l’abitazione nelle vicinanze immediate della linea ferroviaria Udine-Trieste. Disagi determinati dai rumori. Sempre più forti, sempre più invasivi, considerati anche gli alti numeri dei passaggi dei carri merci.
Un problema che torna prepotentemente d’attualità. Medeot si rifà, infatti, ad una recente interrogazione presentata dal consigliere regionale Nicoli sulla necessità delle barriere anti-rumore lungo le tratte ferroviarie isontine a doppio binario in vicinanza delle case. «Un intervento - osserva - che centra un aspetto di grande rilevanza per la salute e la vivibilità di tante persone che risiedono nelle vicinanze della rete ferroviaria. Va detto subito che non è un problema solo ed esclusivo dell’area monfalconese perché riguarda in modo rilevantissimo anche il tratto che da Cormòns conduce a Gorizia, in particolare nei territori comunali Capriva del Friuli e Mossa e della frazione Lucinico».
Aggiunge l’ex capo dell’opposizione mossese: «Su questo percorso - rammenta - una decina di anni fa fu applicato un secondo binario, peraltro avvicinandosi alle abitazioni, senza che nessun Comune interessato sollevasse la minima preoccupazione per l’impatto ambientale e acustico che ciò avrebbe causato, benché la tutela della salute sia uno dei compiti principali di ogni amministrazione che si rispetti. Da allòra - sentenzia - le cose già gravi sono ulteriormente peggiorate, e di molto, a causa di un notevole incremento dei transiti merci, la cui rumorosità è impressionante a causa di carri logoratissimi».
Medeot ha fatto anche una statistica visto che lì ci abita. «Tra carri merci e vagoni passeggeri si tratta di circa un centinaio di transiti al giorno. Questa situazione si distribuisce in modo omogeneo nell’intera giornata, notti comprese. C’è da chiedersi come sia possibile che Reti ferroviarie italiane (Rfi) installi binari nelle vicinanze delle abitazioni, poi incrementi i transiti, senza poi preoccuparsi di garantire un minimo di protezione anti-rumore come normalmente avviene nei tratti autostradali. Bene ha fatto, quindi, il consigliere Nicoli ad affrontare questa situazione veramente delicata ed attuale, la cui soluzione darebbe sollievo a tanta gente».
In ultimo, una speranza che, poi, è un invito alle amministrazione comunali a darsi da fare. «Voglio sperare che i sindaci interessati a questo problema, che corre il rischio di degenerare per la sua gravità, facciano squadra e unitamente alla Regione e ai parlamentari isontini pongano formalmente e con decisione la questione a Reti ferroviarie italiane». —
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