Tribunale di Gorizia la mobilitazione che servirebbe

L’appello dell’onorevole Renzo Tondo dopo il dibattito aperto dal Piccolo 
Renzo Tondo****; ; (om)

la lettera

Pregiatissimo direttore,

mi consenta di dissentire parzialmente dal suo commento dell’altro ieri sulla questione del tribunale di Gorizia.

Non so se come dice lei il predetto tribunale si sia infilato in un cul de sac, so però che ogni battaglia non fatta è una battaglia persa e di conseguenza il mio impegno a favore del mantenimento del Tribunale del capoluogo Isontino unitamente al recupero quanto meno di una funzione decentrata del tribunale di Tolmezzo continuerà.

È vero, come dice lei, che Udine ha già assorbito Tolmezzo, ma non è vero che ciò ha migliorato la sua efficienza.

Il giudizio su questo potrebbe essere espresso non solo da alcuni magistrati ma anche e sopratutto dalla categoria degli avvocati e dei professionisti che operano sul territorio e che hanno a che fare con gli ufficio giudiziari.

In secondo luogo le posso assicurare che la commissione interparlamentare di cui faccio parte assieme ai colleghi Bubisutti e Pettarin, parlamentari friulani, oltre che a una decina di altri parlamentari espressione di diverse aree del paese, ha potuto registrare in due anni di lavoro che non c’è stato alcun risparmio come avrebbe invece voluto il governo Monti - Severino che in piena crisi economica non ha incontrato ostacoli ad una politica generalizzata di taglio dei costi.

In questo caso, a mio avviso, il risultato non è stato raggiunto.

Desidero aggiungere infine che anche a livello di Recovery Plan le indicazioni sottendono la volontà di favorire il recupero di una giustizia di prossimità.

Non sarebbe male che attorno ad un siffatto progetto si raccogliesse un ampia mobilitazione istituzionale, delle professioni e in realtà di tutta la cittadinanza.

Non dimentichiamoci infatti che discutere di giustizia significa anche occuparsi di una successione ereditaria piuttosto che di una questione di confini e non solo del figlio di Beppe Grillo o del caso Ruby.

on. Renzo Tondo

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Gentile onorevole Tondo,

rispetto il suo punto di vista e apprezzo il suo impegno per il territorio. Lei parla di Giustizia e, per che riguarda questo argomento, come non darle ragione?

Ogni battaglia in nome della Giustizia in un Paese che, di fatto, se ne occupa solo nei convegni è una battaglia sacrosanta. Tuttavia rischiamo, presidente Tondo, di fornire una informazione fuorviante a chi ci legge. Nel caso di Gorizia parliamo infatti dell’organizzazione della macchina giudiziaria, nella convinzione comunque che la Giustizia come valore sia sempre rispettata. Non vi sono ragionevoli speranze che il Ministero investa in risorse e in personale più di quanto già (non) abbia fatto. Io continuo a chiedermi se non si possa valutare, anche solo come tentativo, di farne una sezione staccata del Tribunale di Trieste e conferirgli un’altissima specializzazione. Non si tratta di una spoliazione. A me pare, piuttosto, sano pragmatismo. (om)

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