Trieste, a processo per lo stupro dell’ex compagna

Mauro Peruzzi, l’accusato, si dice innocente. La donna, dopo aver denunciato l’episodio, si è trasferita all’estero
In un comune della Riviera un quarantenne ha picchiato la compagna mandandola all'ospedale
In un comune della Riviera un quarantenne ha picchiato la compagna mandandola all'ospedale

TRIESTE Una brutalità inaudita: stando all’accusa, per costringerla a subire la violenza le ha piazzato una ginocchiata allo stomaco, le ha tappato la bocca per impedirle di urlare e le ha bloccato il braccio in modo da fermare qualsiasi tentativo di difesa.

L’accusato si chiama Mauro Peruzzi, 52 anni. Il giudice Giorgio Nicoli lo ha rinviato a giudizio per violenza sessuale ma anche per minacce, accogliendo le richieste del pm Antonio Miggiani.

L’uomo si è sempre proclamato innocente: «Non ho mai fatto nulla di quando mi si accusa». Il 16 gennaio Peruzzi comparirà davanti al collegio presieduto da Filippo Gulotta e composto dai giudici Francesco Antoni e Marco Casavecchia. Rischia una condanna molto pesante che può arrivare fino a dieci anni di reclusione. È difeso dall’avvocato Matteo Di Bari. A denunciare Mauro Peruzzi, nel luglio del 2013, era stata la sua ex convivente che, dopo la vicenda, si era trasferita all’estero.

Ora vive lontana da Trieste dove sta cercando di farsi una nuova vita. Nel giugno di quell’anno - secondo la denuncia sporta ai carabinieri della caserma di via dell’Istria - c’era stato l’episodio brutale della violenza. Ecco cosa, sempre secondo l’accusa, era successo. Il luogo era un appartamento della zona di San Giacomo. Lì la donna era stata costretta a dormire su un materasso steso sul pavimento. Questo perché, dopo fine del rapporto, non sapeva dove andare e quindi aveva chiesto per alcuni giorni ospitalità all’ex convivente.

Racconta nella denuncia: «Il 19 giugno attorno alle 21 ero distesa sul pavimento a dormire. A un certo punto si è avvicinato Mauro che mi ha chiesto di andare a dormire nel suo letto per avere un rapporto sessuale. Gli ho risposto negativamente perché la nostra storia era finita e stavo lì per qualche giorno solo perché non avevo trovato alcun alloggio dove poter andare». Poi l’azione violenta. Racconta ancora la donna: «Mi ha all’improvviso preso a schiaffi al volto. Alla fine terrorizzata ho ceduto andando a dormire nel suo letto. Avevo paura che mi potesse fare del male ancora di più».

Quando la donna si era distesa a letto, in base agli atti d’indagine, Mauro Peruzzi non aveva esitato. Secondo la denuncia - confermata poi dalle dichiarazioni rese dalla donna ai carabinieri - l’uomo l’aveva immobilizzata e poi aveva abusato di lei. La vittima - così aveva poi riferito ai carabinieri - si era alzata ed è andata in cucina dove era scoppiata a piangere.

Continua: «Mauro dopo pochi minuti mi ha seguito provocandomi. Mi ha detto: “Cosa fai lì in piedi, chiama i carabinieri. Se tu stai a casa mia devi fare quello che dico io e adesso vattene dalla cucina e vai a dormire”». La donna il giorno seguente aveva contattato un’educatrice della cooperativa Stella Polare per chiedere aiuto. Poi successivamente era stata ricoverata in ospedale e si era messa in contatto con il Goap. Nel frattempo aveva sporto querela. Poi se n’era andata da Trieste cercando di dimenticare.

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