Bottiglie contro il 118 a Trieste: era in corso una rissa tra sudamericani
Ecco il retroscena dell’aggressione subita dai sanitari mentre stavano soccorrendo l'ambulanza ribaltata

La scena è questa: c’è un’ambulanza della Sogit finita con le ruote all’aria in via Carducci dopo un violento scontro con un suv all’incrocio con Passo Goldoni. Ci sono i sanitari del 118 e i Vigili del fuoco impegnati a soccorrere i feriti, affiancati dai Carabinieri e dalle pattuglie della Polizia locale. Lampeggianti, sirene di continuo. Insomma, una situazione di piena emergenza nel cuore della città la notte di Capodanno. È circa mezzanotte e mezza.
Nonostante ciò un gruppo di balordi, sfatti di alcol, a pochi metri di distanza dall’ambulanza ribaltata inizia a insultarsi, a prendersi a calci e a pugni. E, non bastasse, si mette pure a scagliare bottiglie di birra che per poco non colpiscono anche i sanitari del 118, i pompieri, il fotografo del Piccolo sul posto per documentare il clamoroso incidente e l’autista del carroattrezzi che attende di poter rimuovere l’ambulanza della Sogit e il suv.
È stata una rissa scoppiata improvvisamente tra la fine di via Carducci, via Maiolica e largo Barriera, dunque, la causa di quel lancio di bottiglie che ha coinvolto pure i soccorritori e le altre persone impegnate nell’incidente di via Carducci.
I protagonisti sono cinque o sei cittadini sudamericani, accompagnati da alcune ragazze, forse le loro compagne. Da varie testimonianze emerge che si tratta di colombiani: facce note a chi vive in zona e non nuove a fatti di questo tipo. Quel che è certo è che non hanno avuto alcuno scrupolo nel contenere i propri istinti violenti dinnanzi a quanto era appena successo in strada e all’emergenza in corso.
Se le sono date di santa ragione, proprio all’altro lato di via Carducci, a una decina di metri di distanza da quell’ambulanza ribaltata di lato: cioè il lato del Mercato Coperto. «A un certo punto – racconta un testimone – ho sentito urlare. E ho visto quelle cinque o sei persone straniere che si ricorrevano e si tiravano addosso le bottiglie di vetro da una parte all’altra della strada. Le forze dell’ordine sul posto non si sono rese conto di cosa stava accadendo perché ovviamente erano tutte concentrate sul grave incidente».
Molti cocci sono finiti tra i piedi del personale sanitario e degli altri operatori. Hanno rischiato di essere colpiti e di rimanere feriti. La rissa del gruppo di sudamericani ha innescato anche il fuggi fuggi generale dei passanti. Sia triestini, sia un folto gruppo di turisti austriaci che alloggiava in un b&b della zona e che si stava recando verso piazza Unità per i festeggiamenti di Capodanno. C’erano anche famiglie intere con bambini al seguito terrorizzati e in lacrime.
«Quei violenti si picchiavano e si lanciavano bottiglie senza curasi della situazione di emergenza e della gente attorno – spiega un altro passante – davvero inconcepibile un comportamento del genere. Potevano fare del male a chiunque». Il gruppetto di sudamericani si è poi dileguato imboccando via Maioica e la zona di largo Barriera prendendo direzioni diverse. Sono riusciti tutti a fuggire facendo perdere le proprie tracce.
Ma qualcuno, inorridito dalla scena che si stava palesando, ha avvisato le forze dell’ordine che erano presenti sul posto per rilevare l’incidente tra il suv e l’ambulanza della Sogit. Non dovrebbe essere impossibile risalire ai responsabili della rissa, visto che la zona è abbondantemente coperta da telecamere.
Secondo varie testimonianze, comunque, non si è trattato dell’unico fatto violento avvenuto durante la notte di Capodanno. Ma mentre in piazza Unità e dintorni (l’area era abbondantemente presidiata) non si è registrato alcun particolare problema, la zona di largo Barriera – ancora una volta – ha fatto da sfondo a varie tensioni e liti tra ubriachi.
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