Trieste è difesa
Il sindaco di Trieste replica in modo indiretto all’intervento di Roberto Menia sulla sicurezza, dopo la raffica di rapine in città e i recenti episodi di criminalità.
Mi rivolgo ai miei concittadini e chiedo: ci troviamo veramente di fronte ad un'emergenza criminalità? Trieste sul serio non è più quell'isola felice che la distingueva dalle altre città del Nord del Paese? Senza dubbio l'impennata di furti di questi ultimi giorni accende un campanello d'allarme che un sindaco responsabile però deve calibrare alla reale portata dei fatti; ovvero a degli episodi propri di quella microcriminalità messa in atto non da una delinquenza di alto livello, quanto da sbandati.
| Sbandati che godono di una sostanziale impunità, garantita da un sistema incapace di imporre la certezza della pena. Inevitabile a questo proposito il riferimento all'indulto che, statistiche alla mano, da una parte ha vuotato le carceri, mentre dall'altra ha reso le città più insicure e, con le dovute proporzioni, anche la nostra. Comprensibile anche il senso di frustrazione di polizia e carabinieri, che si ritrovano spesso libero il delinquente arrestato qualche giorno prima. Un quadro generale, quindi, di evidente sofferenza al quale il governo non riesce a fornire risposte convincenti, soprattutto in termini di risorse da destinare a chi ha il compito di proteggere i cittadini. Detto ciò, il vostro sindaco, pur non avendo - a differenza di quanto accade negli Stati Uniti - competenza diretta in materia di ordine pubblico, ha il dovere di tutelare la città: da una parte sensibilizzando i vertici di polizia e carabinieri, e dall'altra salvaguardando l'immagine di una Trieste che non è diventata la Chicago degli anni '20, né tantomeno un suk magrebino. Sì, perché certi scenari, forse ispirati più dalla rendita politica che dalla realtà, appaiono artificialmente distorti. Individuare, ad esempio, come episodi di preoccupante degrado la presenza sottocasa di qualche artista di strada, o pensare di reprimere il crimine vero dando la pistola a tutti i vigili urbani, sono situazioni che chi fa amministrazione come il sottoscritto sa di dover affrontare con lucidità, senza pulsioni estemporanee. Allo stesso tempo chi governa il territorio è consapevole che di fronte a un'emergenza abitativa, seppur controversa, e nella quale fra i protagonisti si trovano delle famiglie con figli piccoli, affidare la soluzione alla sola repressione, e conseguentemente alla strada, non è una scelta degna una città civile come la nostra. Ai triestini, allora, dico che non bisogna avere paura, perché le forze dell'ordine, come hanno dimostrato fin adesso, hanno sempre individuato i protagonisti di questi odiosi episodi di microcriminalità. Da parte mia mi sto attivando presso i vertici della Pubblica sicurezza, per rendere efficaci quei residuali strumenti di controllo del territorio che fanno capo al Comune. Agendo con pragmatismo e serietà, ma senza permettere che i facili allarmismi trasformino Trieste nella città che non è. |
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