Trieste Festival parte dall’Oscar Jiri Menzel
Il suo film «Ho servito il re d’Inghilterra» verrà proiettato questa sera al Cinema Excelsior
TRIESTE
Prende il via oggi la 19.a edizione di Trieste Film Festival, che proseguirà fino al 24 gennaio al Cinema Excelsior, al Cinema Ariston e al Teatro Miela di Trieste. Organizzato dall'Associazione Alpe Adria Cinema, con la direzione artistica di Annamaria Percavassi, propone quest'anno oltre 140 titoli omaggi a grandi personalità del cinema e della letteratura, inedite monografie e retrospettive dedicate a importanti cineasti dell'Est Europa.
Trieste Film Festival alza il sipario oggi, a partire dalle 19.30, con due eventi speciali: la serata di apertura è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, con priorità di ingresso per gli accreditati che accederanno in sala con l'invito a loro riservato. Ad aprire il Festival è l'ultimo lavoro della storica coppia di documentaristi Francesco Conversano e Nenè Grignaffini che presenteranno in prima assoluta «Il mare in una stanza»: il cortometraggio - ispirato al libro di Mauro Covacich «Trieste sottosopra», pubblicato da Laterza - racconta Trieste attraverso le parole e lo sguardo dello scrittore, protagonista e voce narrante del cortometraggio.
Un'occasione unica per gustare questo mini-film di venti minuti dove lo scrittore percorre la sua città natale mantenendo al centro del film il tema del mare. Trieste, città di confine, città mitteleuropea, città di letterature e soprattutto città di mare viene rivisitata da Covacich attraverso una serie di percorsi geografici e personali. Piazza dell'Unità, forse l'unica Piazza al mondo che «si affaccia sul mare», le Rive e i palazzi asburgici, Barcola, una linea di cemento, trampolino su cui i triestini ogni giorno e in ogni stagione prendono il sole e fanno il bagno, gli stabilimenti balneari Ausonia, il castello di Miramare, le strade e le piazze dove passeggiavano i grandi della letteratura del secolo scorso come Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce.
Un film che testimonia come oggi la città di Trieste, pur conservando l'eredità asburgica, sia anche una città moderna in cui «Sissi non è più Romy Schneider ma una ragazza dei nostri giorni, una ragazza, tatuata e col piercing». Soprattutto una città in cui il mare è parte importante della quotidianità, un elemento sempre presente nella vita degli abitanti di Trieste, un lato della stanza, visibile o invisibile. Il mare, «che sai sempre dov'è anche se non lo vedi». «Questa ossessione - spiegano gli autori Conversano e Grignaffini - che è parte dell'essere triestino, è stata la più forte suggestione che lo scrittore Mauro Covacich ci ha trasmesso».
Ulteriore evento speciale della serata inaugurale è la prima italiana dell'ultimo film del maestro del cinema ceco, il Premio Oscar Jiri Menzel, «Ho servito il re d’Inghilterra», tratto dal capolavoro dello scrittore ceco Bohumil Hrabal, Ancora una volta Menzel - il grande cineasta che ha firmato numerosi film su sceneggiature di Hrabal, tra cui il capolavoro «Treni strettamente sorvegliati» - si è cimentato nella realizzazione di un film tratto dalla penna di questo grande narratore del Novecento, scegliendo quello che viene unanimemente considerato il suo romanzo più noto e significativo. Menzel, che sarà presente in sala per la proiezione, incontrerà la stampa e il pubblico domani alle 10.30 all'Hotel Urban. Il film narra la parodistica ascesa - e successiva caduta - di un apprendista cameriere nella Cecoslovacchia della prima metà del secolo scorso. Jan Dite vuole diventare milionario, e sa come farlo: ascoltando e osservando ogni cosa, per poi usarla al momento giusto. Decide così di lasciare la piccola cittadina situata vicino al confine ceco-tedesco e il pub dove lavora per un posto in un lussuoso albergo vicino a Praga, dove incontra il meglio dell'alta società cecoslovacca degli anni '30.
Nella prima giornata di Festival saranno anche inaugurate due ulteriori sezioni che vanno a comporre l'articolato programma di quest'anno: alle 22.30, sempre in Sala Excelsior, verranno presentati un corto e un lungometraggio («Tisza - Öszi vázlatok» e «Sodrásban») di uno dei massimi maestri del cinema ungherese, il regista István Gaál, che il Festival ricorda a pochi mesi dalla scomparsa con l'ampia monografia «®adici», curata da Paolo Vecchi e Judith Pinter. Di Gaál sarà presentata non solo l'ampia produzione come regista ma anche la sua pluripremiata attività di fotografo (una sua mostra è allestita al Cinema Excelsior). In Sala Azzurra, alle 20.30, primo appuntamento con la sezione «Girotondo. Arthur Schnitzler e il cinema»: la rassegna (che prende ironicamente a prestito il titolo da uno dei testi teatrali più celebri di Schnitzler) è la prima, in Italia, espressamente dedicata alla ricchezza del rapporto che lega lo scrittore viennese al cinema. In programma «Liebelei» (Amanti folli) di Max Ophüls. A seguire, il film «Razsledvane» (Indagine), di Iglika Trifonova: film che approda a Trieste dal Cottbus Film Festival. Con domani prenderanno il via anche le proiezioni dei film selezionati nei tre concorsi internazionali oltre che le ulteriori sezioni e gli omaggi.
Da citare la serie di documentari di Corso Salani «Confini d’Europa», sei titoli in tutto, che vedrà anche due proiezioni in prima assoluta, la serata-evento realizzata in anteprima assoluta per il festival (domenica 20 gennaio al Teatro Miela) dal musicista Massimo Zamboni, così come le novità presentate nell'ambito di Zone di Cinema (tra tutti, la prima italiana di «Fuori dalle corde» di Fulvio Bernasconi e la prima presentazione di «Bottecchia, l'ultima pedalata» di Gloria De Antoni).
Laura Strano
Argomenti:trieste film festival
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