Trieste, furto da 17 mila euro nella palestra John Reed: ecco cosa è successo
Colpo nel centro di corso Italia. La vittima aveva riposto gli oggetti preziosi nell’armadietto chiuso a pagamento. Indagano i Carabinieri della stazione di via Hermet

Va ad allenarsi alla palestra John Reed di corso Italia a Trieste come fa di consueto, lascia dei preziosi in un armadietto chiuso con un codice di sicurezza e quando termina gli esercizi lo trova vuoto.
Il colpo da 17 mila euro è stato messo a segno domenica mattina, tra le 10 e le 11, nella fascia oraria in cui la moglie di un noto ristoratore triestino abitualmente va a allenarsi in quella lussuosa struttura, sorta negli spazi dell’ex Banco di Napoli. La donna, alla fine della sessione sportiva, quando ha riaperto l’armadietto, non ha più trovato il suo Rolex da 8 mila euro, la borsa di Louis Vuitton e dei gioielli, con precisione degli anelli con diamanti.
Andiamo con ordine. Quella palestra, da quanto si apprende, valutando anche la fascia alta di riferimento dei suoi clienti, proprio per dare un servizio utile a garantire la sicurezza dei fruitori, mette a disposizione degli armadietti che si aprono con un codice di sicurezza, sistemati al terzo piano della palestra, dove a pagamento (come aveva fatto la vittima del furto) una persona li può noleggiare anche a uso esclusivo.
Domenica mattina, la cliente è arrivata in palestra, dove è abbonata, intorno alle 10. È una habitué della domenica mattina, conosce almeno di vista gli sportivi che frequentano la struttura in quella giornata e in quella fascia oraria.
Prima di iniziare la sessione di esercizi, come fa regolarmente, ha inserito la borsa, in questo caso era appunto una Louis Vuitton, l’orologio Rolex e gli anelli nell’armadietto di sicurezza. Alla fine dell’allenamento, come detto, quando è andata a riprendere quei beni ha trovato la cassetta vuota. Anzi, come racconta «hanno svuotato la borsa lasciando lì il portafogli con i documenti e anche del denaro all’interno, le chiavi di casa e quelle dell’automobile, mentre la borsa e i preziosi sono stati rubati».
L’armadietto però non è stato scassinato, quindi è possibile che i malviventi abbiano osservato la donna mentre inseriva il codice o che siano stati in possesso di un dispositivo in grado di aprirlo senza forzarlo.
Il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Gianluca Migliozzi, conferma l’intervento di domenica mattina alla palestra, e precisa che «stiamo indagando e raccogliendo gli elementi utili a identificare gli autori del furto». Il caso è affidato al personale dell’Arma della stazione di via Hermet, che chiamato dalla cliente è intervenuto nell’immediatezza in corso Italia.
Come detto, la vittima del furto conosceva di vista gli habitué della domenica mattina. «Domenica però c’erano due persone, un uomo e una donna, sembrava una coppia, che non avevo mai visto in precedenza», testimonia. Da una prima ricostruzione sembra i due siano entrati con il sistema dell’ingresso giornaliero, che non fossero abbonati. E che per questa modalità di accesso, interessate ad esempio anche per i turisti o per chi viene saltuariamente a Trieste per lavoro, quantomeno domenica non sia stato richiesto un documento ma solo la compilazione di una scheda. I carabinieri si sono intanto fatti consegnare la lista di chi era presente nella palestra. Preziose per le indagini saranno quindi le immagine catturate dalle videocamere di sorveglianza della zona.
La John Reed sottolinea di «avere a cuore la sicurezza dei clienti», tanto da far sistemare dei tornelli all’ingresso. «Per policy aziendale – precisano dall’ufficio stampa – non abbiamo installato un sistema di video sorveglianza all’interno della palestra». L’azienda sottolinea che «siamo dispiaciuti per quanto accaduto alla cliente, abbiamo attivato subito il nostro reparto legale, e da parte nostra c’è stata subito la massima collaborazione con i carabinieri. Siamo a nostra volta vittime di questo reato». —
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