A Trieste il giuramento di 446 allievi agenti della Polizia di Stato: l’inno senza il “Sì”
Concluso alla caserma Raiola il 231° corso agenti. Sulle assegnazioni il Sap soddisfatto a metà: «Coprono solo le uscite»

Si è chiusa con l’Inno di Mameli intonato a squarciagola dagli allievi, la cerimonia di giuramento del 231° corso della Scuola di Polizia di Stato “Vincenzo Raiola”. Un momento solenne, vissuto con forte partecipazione emotiva, ma segnato da una novità sostanziale: l’assenza del tradizionale “Sì” finale, così come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2025.
Una formula smorzata che ha reso meno solenne una cerimonia che rimarrà per sempre nella memoria di chi vi ha preso parte. A prestare giuramento sono stati in 446, su un corso partito inizialmente con 450 allievi: 154 le donne che hanno portato a termine il loro percorso. I neo agenti triestini fanno parte dei 2.126 allievi che hanno giurato contemporaneamente anche nelle scuole di Abbasanta, Alessandria, Brescia, Cesena, Peschiera del Garda, Piacenza, Pescara e Vibo Valentia.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità. Il sindaco Roberto Dipiazza, il prefetto Giuseppe Petronzi e il questore Lilia Fredella hanno anche premiato gli agenti distintisi durante il percorso formativo. Presente inoltre l’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha sottolineato il valore strategico della scuola triestina. «È un orgoglio per la Regione poter contare su una scuola così prestigiosa – ha dichiarato – una delle più importanti in Italia e fucina ogni anno di centinaia di nuovi allievi agenti». Roberti ha poi ribadito come «le 59 nuove assegnazioni alla Polizia di frontiera rappresentino un segnale concreto di attenzione verso il Fvg».
Grande partecipazione anche da parte del pubblico. Il piazzale della scuola di via Damiano Chiesa è stato letteralmente gremito da parenti e amici dei giuranti. Per agevolare l’afflusso, Trieste Trasporti ha messo a disposizione due autobus dedicati, attivi per tutta la mattinata, con collegamenti da e per piazza Libertà e fermate intermedie in piazza Oberdan e in via Battisti.
Per quanto riguarda le destinazioni dei neo-agenti, solo una cinquantina dei 2.126 allievi che in tutta Italia venerdì hanno giurato, si fermeranno a Trieste e provincia: due in Questura, due rispettivamente ai commissariati di Duino-Aurisina e Muggia, altrettanti alla Polizia Stradale, 13 alla Polizia di Frontiera, 6 a Fernetti, 11 a Opicina, 10 a Rabuiese e tre al Centro Operativo Sicurezza Cibernetica, già Polizia Postale. Numeri che però, secondo il sindacato Sap, non sono sufficienti a colmare le carenze.
«Una cifra più o meno simile è quella degli agenti che, a Trieste, nel corso dell’anno andranno in pensione – spiega Lorenzo Tamaro –. Questa nuova infornata non risolve un problema che si trascina da anni». La criticità strutturale riguarda però tutta Italia: «Non esiste oggi un ufficio di Polizia che non lamenti una grave carenza di organico. Servono interventi straordinari e urgenti per colmare un deficit stimato in circa 10 mila unità».
A pesare, secondo Tamaro, sono anche le difficoltà formative: «Mancano scuole e formatori. Trieste, un tempo, riusciva a formare anche mille agenti per corso, oggi al massimo cinquecento. Il personale del quadro permanente è passato da quasi duecento unità a poco più di cinquanta. Una situazione nazionale – conclude – frutto della chiusura delle scuole, della spending review e del massiccio pensionamento del personale».
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