Trieste guadagna il terzo posto nella classifica dei migliori atenei

Su di una posizione nel rapporto Censis. Didattica al top nel settore linguistico. Sul podio sale anche Udine

TRIESTE. Dal quarto posto al podio. L’Università di Trieste guadagna una posizione nella classifica del Censis, l’istituto di ricerca che mette in fila gli atenei italiani con l’obiettivo di informare i neo diplomati alle prese con la scelta dei corsi. Il capoluogo regionale si piazza tra i primi cinque atenei medi statali italiani (tra i 10 mila e i 20 mila iscritti) quanto a servizi, borse di studio, strutture, comunicazione e digitale, internazionalizzazione; ma paga, tra l’altro nei confronti di Udine, nel parametro sull’occupazione a un anno dalla laurea.

Con Venezia Ca’ Foscari che non va oltre il settimo posto e Napoli Parthenope, Catanzaro e Napoli L’Orientale a chiudere il ranking, a dominare la classifica è Trento, a quota 97, davanti a Siena (95,3), Trieste e Udine (entrambe con punteggio complessivo di 91,2), con Sassari (91) al quinto posto. Una mini-rivoluzione rispetto a un anno fa, quando guidava Siena seguita da Sassari, Trento, Trieste e Marche, con Udine nona.

Nel dettaglio, Trieste, con 87 punti al pari di Udine, è quarta nei servizi dietro a Salento e Urbino Carlo Bo, quinta (89) nella capacità di erogare borse di studio dietro a Trento, Siena, Salento e Sassari e pure nelle strutture (95) dietro a Sassari, Siena, Trento e Marche. Sesto posto su comunicazione e digitale (98 punti come Udine, fanno meglio Trento, Sassari, Marche, Siena e Macerata) e quarto sull’internazionalizzazione (89, sono davanti Venezia Cà Foscari, Trento e Siena).

Tutto bene per Trieste finché non si arriva all’occupabilità, parametro che la vede undicesima con 89 punti, ben 13 dietro a Udine. Scarto che consente all’università friulana, in ritardo soprattutto sull’internazionalizzazione, di agganciare Trieste sul podio. «La scelta dell’ateneo in cui andare a studiare – spiega il Censis – implica una valutazione anche del contesto più generale in cui l’università opera, nonché delle opportunità che essa può offrire».

Per questo proprio l’occupabilità, al pari dell’offerta formativa, è una delle novità introdotte nell’edizione 2019/20 della classifica. Si aggiungono il grado di soddisfazione per i servizi (aule, biblioteche, postazioni informatiche) di chi ha già frequentato l’ateneo e, per misurare l’impegno per un ambiente universitario più inclusivo e attento agli specifici bisogni degli studenti, è stata considerata anche una mappatura delle università che dispongono della carriera alias, ovvero uno strumento Lgbt-friendly per agevolare le persone in transizione di genere nella fruizione dei servizi universitari. Ambiti di valutazione che si aggiungono a quelli consolidati di strutture disponibili, servizi erogati, livello di internazionalizzazione e comunicazione 2.0, per un totale di 63 graduatorie.

Spulciando nei corsi delle magistrali, Trieste conquista per la didattica il secondo posto - tra tutte le università, non solo tra le medie - nel gruppo architettura e ingegneria edile, il settimo in farmacia, il decimo in medicina e chirurgia e odontoiatria, e il decimo in giurisprudenza. Nella didattica per le triennali, ecco il primo posto nel linguistico, il terzo nel politico-sociale, il quinto nel gruppo economico, il settimo nell’indirizzo psicologico e medico socio-sanitario, l’ottavo in discipline scientifiche e nel letterario-umanistico, il 14.o (come Udine) in architettura e ingegneria civile.

L’indagine Censis fa anche emergere che per il quarto anno consecutivo il 2017-18 ha registrato un incremento delle immatricolazioni: +1,3% sull’anno accademico precedente. Sono poi 47 su 100 i diciannovenni che hanno deciso di intraprendere un corso di studi di livello terziario, preferibilmente appartenente al gruppo disciplinare economico (15,5%) e a ingegneria industriale. —


 

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