Trieste: i ladri entrano in casa, muore di paura

Questa la probabile fine di Eletta Gianni di 94 anni. Quando è rientrato, il marito l’ha trovata a terra e tutto era in disordine
Lasorte Trieste 09/04/13 Via S.Giacomo in Monte, Donna Morta in Casa
Lasorte Trieste 09/04/13 Via S.Giacomo in Monte, Donna Morta in Casa

È morta di paura. L’ha sopraffatta un’emozione troppo violenta nel momento in cui si è accorta che i ladri erano entrati nel suo appartamento.

Questa la prima “lettura” fornita dai carabinieri su quello che già ora può essere definito il “giallo di San Giacomo in Monte”. Una palazzina al civico 2/1 sulla strada in salita che conduce al cuore del rione di San Giacomo.

In altre parole, Eletta Giannini, classe 1919, sarebbe spirata a causa di un tentato furto d’appartamento.

Vista cadere la donna a terra, con ogni probabilità anche i ladri si sono spaventati e a quel punto hanno desistito dal portare a termine il “colpo”.

Gli investigatori sono giunti a queste conclusioni dal momento che hanno trovato l’appartamento a soqquadro mentre il corpo dell’anziana, 94 anni, da un primo esame autoptico non presentava evidenti lesioni né ferite.

Lo spavento, evidentemente, le è stato fatale in un’ora in cui era sola in casa.

Il marito, 91enne, era uscito per delle commissioni ed è stato proprio lui, rincasando, a fare la macabra scoperta: a trovare la moglie riversa al suolo priva di vita.

Ha tentato di rianimarla ma quando si è accorto che non c’era nulla da fare ha chiamato i carabinieri e l’ambulanza.

Il fattaccio è avvenuto poco dopo le 16, quando una testimone, Ester Misan Iacoboni, che abita nello stesso stabile, ha dichiarato che tre uomini hanno bussato alla sua porta chiedendo di aprire ma lei, come d’abitudine in questi frangenti, non conoscendoli non ha assecondato alla loro richiesta.

Si possono fare quindi solo due ipotesi: o si è trovata di fronte ai ladri che poi sono entrati nella casa di Eletta Giannini, o per un equivoco non ha riconosciuto tre carabinieri in borghese giunti sul posto per condurre le indagini.

Data l’ora, però, si propende per la prima ipotesi.

Una volta trovato il corpo, i carabinieri del “112” hanno chiamato subito i loro colleghi del reparto scientifico per rilevare eventuali impronte o altri elementi lasciati dai malviventi nell’appartamento.

Per questo motivo il palazzo di via San Giacoo in Monte 2/1 per più di un paio d’ore è stato quasi blindato dai militari dell’Arma. Non hanno lasciato entrare nell’edificio neppure i cronisti.

E i condomini potevano raggiungere i loro alloggi solo con l’ascensore: le scale erano “off-limits”.

Ciò fa pensare che gli inquirenti si sono trovati davanti a un altro difficile caso, come quello di Longera, avvenuto circa un mese fa. Nel contempo è stato anche chiamato il medico legale Fulvio Costantinides per i primi accertamenti sul cadavere, anche se solo l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria potrà fare maggiore chiarezza su quanto accaduto ieri pomerigigo a Eletta Giannini. «Non si può dire nulla al momento, occorrono accertamenti più approfonditi» ha dichiarato il medico. Rimasto a lungo sul luogo della tragedia per espletare il suo compito.

«Conoscevo la signora Giannini e suo marito - racconta Ester Misan Iacoboni -: una coppia anziana e tranquilla. A lei l’avevo vista solo qualche giorno fa. Data l’età, non usciva spesso di casa e si alternava con il marito per la spesa e le varie incombenze. Erano una coppia unita: a volte uscivano anche semplicemente solo per passeggiare o andavano a prendere una boccata d’aria fino in riva al mare».

La vicina è colpita dall’accaduto: «Io se non conosco chi bussa alla mia porta, non apro. Così come si è verificato oggi (ieri per chi legge, ndr). Erano in tre, tutti uomini: non li ho fatti entrare nel mio appartamento. È più sicuro così».

Probabilmente (non si sa se c’è stata un’apertura della porta con scasso o meno) per Eletta Giannini non è andata così. Agli inquirenti il compito di fare luce sul “giallo”.

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