Trieste, il Consiglio comunale approva il bilancio. La Tari rinviata al 30 settembre

TRIESTE. Approvato a maggioranza l’ultimo bilancio preventivo del terzo mandato Dipiazza. Nella seduta del 31 marzo il Consiglio comunale ha dibattuto a lungo di piazza Sant’Antonio e piscina terapeutica. Ancora scintille fra le due ali dell’aula per l’indisponibilità della maggioranza verso gli emendamenti dell’opposizione.
Le modifiche proposte dall’aula al bilancio di previsione ’21-’23 erano 31 in tutto, di cui 7 di opposizione. La seduta si è aperta con una trafila di emendamenti di maggioranza, fatti propri dalla giunta. Votato invece all’unanimità il provvedimento presentato dal leghista Radames Razza che rimanda al 30 settembre la prima rata della Tari. Tra le modifiche approvate anche una proposta a primo firmatario il forzista Alberto Polacco per un intervento da 300 mila euro sul porfido di Barcola.
L’unico emendamento di opposizione approvato (primo firmatario il dem Igor Svab) destina 13 mila euro, presi dai fondi dei gruppi consigliari, ai buoni spesa per i cittadini: «È lo stesso che abbiamo presentato l’anno scorso – ha rilevato Fabiana Martini (Pd) – ed è l’unico che ci abbiate mai approvato in cinque anni di dibattito sul bilancio». Il vicesindaco Paolo Polidori (Lega) l’ha fatto proprio «come un segnale dell’aula, ricordando che abbiamo messo una posta da 3 milioni sul tema».
Acceso il dibattito su un emendamento (poi bocciato) del dem Giovanni Barbo, che chiedeva di spostare 140 mila euro del milione previsto per il rifacimento di piazza Sant’Antonio nel 2021 per la realizzazione di due aree gioco in via Archi e a San Giusto: «Non è chiaro cosa si voglia fare di piazza Sant’Antonio, dopo 4 progetti dell’architetto Bradaschia e un concorso finanziati con soldi pubblici, tanto vale realizzare spazi verdi di cui si sente la necessità». Così l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi (FdI): «Se il sindaco è d’accordo partiremo con i “baffi” della piazza a masegni, poi con la parte centrale. Ne abbiamo parlato in commissione, inutile ritardare».
Le altre proposte di opposizione avevano pareri tecnici negativi, ragion per cui il leghista Everest Bertoli ha rilevato: «Il loro compito è di attaccarci, ma lo fanno molto male». Una posizione su cui si è acceso il confronto. Così Paolo Menis del M5s: «Siete liberi di tenere una linea dura e pura, ma non venite a dirci che siete aperti al dialogo».
Antonella Grim di Italia Viva ha chiesto di portare da 2 a 3 milioni i fondi previsti per il recupero dell’Acquamarina. Proposta cassata, ma Maria Teresa Bassa Poropat dei Cittadini ha osservato: «L’assessore si è lasciato scappare che il costo dell’abbattimento della struttura è di due milioni, guarda caso la cifra prevista. Aumentando la posta volevamo assicurarci che ci fosse un futuro per quella struttura». Approvato anche un emendamento del centrodestra che prevede lavori per 13 milioni («presentato fuori tempo massimo – ha rilevato Martini –, in pratica una variante fuori dal controllo di aula e circoscrizioni»).
Impossibile riportare in toto il resto del dibattito, in fase di dichiarazione di voto gli schieramenti hanno ripetuto le loro posizioni: un ottimo bilancio per la maggioranza, una elusione dei dilemmi pandemici per l’opposizione.
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