Trieste, la doppia protesta della musica contro il regolamento comunale

Disposizioni giudicate troppo complesse e restrittive da chi lavora nel settore Il 29 luglio un flash mob targato “Davvero basta”. L’altra iniziativa top secret

TRIESTE Il mondo musicale di Trieste si mobilita di nuovo contro il regolamento comunale che ha imposto una serie di incombenze a tutti gli artisti, formazioni e dj, autorizzazioni preventive definite complicate e troppo restrittive. Dopo la protesta annunciata in occasione della Notte dei Saldi, quando l’invito a tutti era stato quello di chiudere la musica dalle 22 alle 22.30, questa volta l’evento programmato, da un altro gruppo, si terrà il 29 luglio, anticipato da una conferenza stampa convocata per domani, alle 10.30, al chiosco Kennedy a Barcola, alla quale dovrebbero partecipare molti “addetti ai lavori”, cantanti, musicisti, ma anche promotori di serate ed eventi. A organizzarla il comitato “Davvero basta” che ha anticipato l’incontro con alcuni post su Facebook.

Il tam tam corre da qualche giorno sui social, nelle pagine dove chi fa musica si confronta e discute sulla problematica ormai da settimane, ma anche sui profili di chi lavora nel settore. L’obiettivo sarà quello di promuovere un flash mob, appunto il 29 luglio, i cui dettagli saranno resi noti domani, e di sollecitare una nuova riflessione sull’argomento, che di fatto, come sottolineato da molti artisti e band, sta mettendo in ginocchio il mondo musicale in città.

Ma c’è un gruppo di musicisti che ha già deciso di non unirsi alla protesta del 29 luglio e che sta meditando un’altra forma di mobilitazione nelle prossime settimane. «Non ci sentiamo rappresentati da questo flash mob – spiegano –, proseguiremo sulla nostra strada, stiamo organizzando qualcosa di eclatante, che è in via di definizione e che sarà a sorpresa. Possiamo solo dire – sottolineano – che ci faremo sentire».

Continua intanto anche la petizione online contro il regolamento, promossa dal “Comitato Trieste Viva”, che ha superato le 4800 firme, sulle 5 mila richieste, con lo slogan “Rivogliamo la musica a Trieste”. Tra i vari punti la richiesta al Comune di semplificare la procedura attuale, consentendo anche l’invio telematico via Pec della richiesta di autorizzazione, l’abbattimento della quota di 106 euro, la concessione di accedere ai limiti acustici in deroga anche alle manifestazioni temporanee non programmate nella zona in deroga permanente. E ancora, tra i diversi punti esposti, l’apertura di un tavolo di confronto tra artisti e Comune, per poter spiegare le difficoltà riscontrate da tanti nel settore, e la redazione, sempre da parte del Comune, di un vademecum che riassuma e schematizzi tutti gli adempimenti a cui deve sottostare chi vuole organizzare un evento. La petizione è online su www.change.org. —


 

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