Trieste, sparita una lettera dal monumento dedicato all’imperatrice Sissi in piazza Libertà

Prima la segnalazione per la lettera pericolante, poi la scomparsa: il timore che si tratti di un furto per collezionismo

Fabio Dorigo
Il monumento dedicato all'imperatrice Sissi in piazza Libertà. Foto di Massimo Silvano
Il monumento dedicato all'imperatrice Sissi in piazza Libertà. Foto di Massimo Silvano

Elisabetta perde la b”. L’imperatrice Sissi, in piazza Libertà a Trieste, è diventata da giovedì “Elisaetta”. L’intelligenza artificiale, in modo ancora più sofisticato, sostiene che l’imperatrice Elisabetta (Sisi o Sissi) perde la B nel senso che perde la Baviera come titolo alla nascita. Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, infatti, era nata duchessa di Baviera.

Il mistero della lettera scomparsa

In realtà a sparire nel nulla è la lettera in bronzo che sta alla base del monumento dello scultore viennese Franz Seifert. Una lettera che ha 114 anni visto che l’opera venne inaugurata a Trieste il 15 dicembre 1912. In realtà la “b”, pur staccata, era ancora presente fino a martedì scorso come mostra una segnalazione della critica d’arte Paola Bonifacio sul suo profilo Facebook: «Deformazione professionale: noto e segnalo, confidando che chi di dovere se ne stia già facendo carico. Come si sa, infatti, dai piccoli abbandoni nascono purtroppo i grandi degradi. Inoltre, non un bel biglietto da visita per chi arriva in città».

L'iscrizione "Elisabetta" senza la "b". Foto di Massimo Silvano
L'iscrizione "Elisabetta" senza la "b". Foto di Massimo Silvano

Giovedì, invece, la bè svanita nel nulla. Non è stata presa in carico da nessuno. L’amministrazione comunale, assicurando il suo interessamento per l’accaduto, dice di non sapere nulla della lettera scomparsa. Nessun vigile urbano o addetto al verde pubblico l’ha raccolta e messa al sicura in vista, si spera, di un prossimo restauro. Il dubbio è che qualcuno abbia pensato di prenderla come souvenir asburgico. O qualcuno l’abbia messa in salvo pesando di consegnarla in un secondo momento alle autorità.

La storia del monumento

La storia del monumento di piazza Libertà risulta alquanto travagliata come tutto il passato asburgico di Trieste. «Ieri mattina alle 11, nel giardino a mare (proprio così, ndr) in Piazza della Stazione (oggi piazza Libertà, ndr) seguì lo scoprimento del monumento alla memoria dell’Imperatrice Elisabetta per cura di due comitati all’uopo costituitosi dopo il raccapricciante delitto di Ginevra. Lo scoprimento seguì alla presenza dell’arciduca Francesco Salvatore, quale rappresentante dell’imperatore» riporta la cronaca locale de Il Piccolo del 16 dicembre 1912.

Il monumento dedicato all'imperatrice Sissi, inaugurato nel 1912
Il monumento dedicato all'imperatrice Sissi, inaugurato nel 1912

Il monumento alla sua memoria, opera dello scultore viennese Franz Seifert, viene eretto grazie a una sottoscrizione pubblica nel 1912. Come tutti i monumenti asburgici, anche quello di Sissi viene smontato dopo il 1918 quando Trieste diviene italiana. Lo smontaggio e rimozione avviene nel 1921. I pezzi vengono portati a Miramare e conservati nei magazzini del castello fino al 5 ottobre 1997 quando il monumento a Sissi viene ricomposto nel giardino di fronte alla stazione, non molto lontano dalla sua posizione originaria.

Sissi e Trieste

Elisabetta d’Austria nacque a Monaco di Baviera il 24 dicembre 1837 e morì assassinata a Ginevra il 10 settembre 1898. Moglie di Francesco Giuseppe, meglio nota come Sissi (o meglio Sisi in Austria), era amatissima dai triestini e lei ricambiò venendo più volte ospite dai cognati Massimiliano e Carlotta a Miramare. Tra il 1869 e il 1896 Sissi soggiornò a Trieste quattordici volte, ospite nel Castello di Miramare del quale adorava le ampie finestre affacciate sul mare aperto.

Il monumento triestino è realizzato in bronzo e marmo. La statua, alta circa 2,20 metri, si erge su una base a due gradinate, con un basamento formato da piedistalli che richiamano ruderi romani, simbolicamente sopravvissuti e fusi alla figura di Trieste allegorica che si protende verso la sovrana, unendo la memoria imperiale con la città stessa.

Per la realizzazione venne indetto nel 1907 un concorso internazionale vinto dallo scultore viennese Franz Seifert. La lavorazione in pietra, invece, fu affidata allo stabilimento di Antonio Purich di Trieste. «L’opera risente della maniera tedesca, tanto nel taglio dell’esedra, che ripete la nota forma del secessionismo viennese, quanto nella scultura degli altorilievi, nei quali certo è più da ammirare la logica e il ritmo della composizione - scrive il critico d’arte del Piccolo nel 1912 - . La statua dell’Imperatrice invece ha una realtà nobile e schietta, ed è senza dubbio sotto l’aspetto scultorio, la parte più significante dell’opera d’arte».

Peccato per quella lettera caduta e poi scomparsa nel nulla.

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