Trieste non vedrà la grande mostra che ricorda il Rex

Come i quadri di Filippio de Pisis della collezione del notaio Manlio Malabotta, finiti a Ferrara. Come la collezione d’armi di Giorgio Irneri che non riesce a trovare una collocazione adeguata nei musei comunali. Come alcune opere del pittore Carlo Sbisà, costrette a un’emigrazione forzata in Friuli.
Una grande mostra sulla vita e la morte del Rex, il più famoso transatlantico di bandiera italiana, non è riuscita a trovare spazi e finanziamenti adeguati a Trieste dove un gruppo di appassionati di marineria e di storici navali si era fatto avanti con la Regione due anni fa, chiedendo un adeguato sostegno per allestire una grande rassegna dedicata al mito e la memoria di questa nave incendiata e affondata dalle bombe britanniche l’8 settembre 1944 nei pressi di Semedella, a due passi da Capodistria. I genovesi hanno capito le potenzialità del progetto e hanno preso la palla al balzo dopo aver visto la piccola mostra – una sorta di ouverture a cui non è seguita la messa in scena dell’intera opera - allestita alla Stazione Rogers: hanno lavorato in silenzio e domani inaugurano nella loro città, all’interno di Palazzo San Giorgio, una grande mostra sul Rex, l’unico transatlantico italiano che riuscì a conquistare il nastro Azzurro, il trofeo che va alla nave più veloce ad attraversare l’Atlantico.
La mostra che si inaugura domani è stata promossa dall’Autorità portuale di Genova che ha investito nell’iniziativa, assieme a un selezionato gruppo di aziende italiane, 300mila euro anche in previsione del trasferimento della rassegna a New York nel prossimo autunno. A Trieste, due anni fa, la Regione ne aveva stanziati cinquemila, silurando di fatto il progetto nato all’ombra della Stazione Rogers.
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