Trieste, ok agli appalti “a chilometro zero”

L’aula comunale approva la mozione di Fi e Pdl per lavori sotto i 500mila euro
Il consiglio comunale di Trieste in una foto di archivio
Il consiglio comunale di Trieste in una foto di archivio

TRIESTE Gli appalti del Comune per lavori pubblici di costo inferiore a 500mila euro saranno esclusivamente affidati a imprese locali. Sono i cosiddetti appalti “a chilometro zero” che il consiglio comunale ha approvato con un voto bipartisan mercoledì sera, in seguito a una mozione dei consiglieri Everest Bertoli e Manuela Declich (Fi e Pdl). Bocciata invece la mozione di Marino Sossi e Marino Andolina (Sel e Fds) per una presa di posizione del Comune contro le riforme costituzionali del governo: «Dimostrazione - commenta Sossi - del fatto che Pd nazionale e locale pari sono nel difendere riforme antidemocratiche».

Partiamo dagli appalti. La mozione impegna la giunta a rivedere il regolamento per l’affidamento dei lavori, forniture e servizi in economia: «Inoltre - vi si legge -, nel rispetto della normativa Ue in materia di appalti pubblici, al fine di favorire l’accesso delle micro-imprese, l’approvazione di un regolamento che consenta, per i lavori di risistemazione di strade, edifici, arredo urbano con costo inferiore ai 500mila euro, l’adozione del criterio “Km zero” nell’aggiudicazione degli appalti anche attraverso la suddivisione in lotti funzionali i progetti dei servizi, forniture e lavori». Per Bertoli si tratta di «un’approvazione che ha una portata storica perché, in un momento di grande difficoltà per il settore edile, può dare nuovo impulso alle imprese locali».

Quanto alla mozione bocciata sulla Costituzione, chiedeva che la giunta prendesse posizione contro la riforma di abolizione del Senato. Così Sossi: «Questo Pd fa cose di destra con voti di sinistra, e ancora una volta dimostra di farlo anche a livello locale». Andolina: «Abbiamo un parlamento eletto con una legge non costituzionale e una serie di presidenti del consiglio non eletti. Così quella che un tempo si chiamava sinistra mette mano alla Costituzione». D’accordo con la mozione anche Stefano Patuanelli (M5S): «Condividiamo in toto il testo, anche se sappiamo che un consiglio comunale oggi può far poco. La democrazia viene calpestata proprio laddove dovrebbe esprimersi in modo più alto». (g.tom.)

Riproduzione riservata © Il Piccolo