Trieste: ringhiera cede, bimbo preso per un piede

A 10 mesi stava per precipitare dal terrazzo. al quinto piano di una casa Ater. Salvo per miracolo
Lasorte Trieste 18/04/13 - Via Mascagni 12, Luciani
Lasorte Trieste 18/04/13 - Via Mascagni 12, Luciani

Poteva essere una tragedia. Mercoledì pomeriggio un bimbo di poco più di 10 mesi ha rischiato di cadere dal quinto piano dello stabile di proprietà dell’Ater al civico 12 di via Mascagni, a San Sabba. Le inferiate del terrazzo erose dalla ruggine si sono spezzate e il piccolo che si era appoggiato per muovere i primi passi è scivolato. Il padre con un gesto fulmineo l’ha salvato afferrandolo al volo per una piedino. Una vicenda che poteva finire nel peggiore dei modi e che mette sotto accusa la vetustà e lo stato di manutenzione delle case popolari di quel complesso residenziale. Se il padre non avesse avuto la prontezza di afferrarlo, quel bimbo paffuto e sorridente avrebbe fatto un volo di quasi 20 metri, con conseguenze ben immaginabili.

«Abbiamo atteso tanto prima di avere questo bambino – racconta il padre, Massimiliano Ruzzier Milkovic - e per la cattiva gestione dell’Ater per queste case ho rischiato di perderlo. Per mezzo secondo – ammette - ho visto il mio piccolo morto». Fortunatamente il bimbo se l’è cavata solo con tanto spavento, un lungo pianto e un graffio sul viso. I due giovani genitori hanno chiamato i vigili del fuoco. Nel verbale redatto alle 19.30 di mercoledì scorso dalla squadra intervenuta nell’appartamento di via Mascagni, il personale che ha eseguito il sopralluogo «diffida il signor Ruzzier, la moglie e il figlio dall’utilizzare il poggiolo – si legge – causa la pericolosità della struttura di parapetto in tubo di ferro che riporta delle rotture dovute alla corrosione».

«Mi hanno consigliato di non sporgermi nemmeno per stendere il bucato – spiega la mamma dei bambino, Rossella Luciani – non possono far vivere la gente in queste condizioni, con la paura«. Dopo l’incidente, testando tutti i tubi di ferro del terrazzo, si è scoperto che altri due erano erosi. E’ bastata una leggera pressione per farli spezzare. Tanto vecchi da essere stati “divorati” dalla ruggine. Uno stato di conservazione camuffato, nascosto da una parziale ristrutturazione dell’alloggio che invece di sostituire quella struttura in ferro ormai rovinata ha deciso di passarci sopra una pennellata di vernice bianca. Un mano di colore e la ruggine era sparita. Dando uno sguardo all’intero complesso di via Mascagni c’è da chiedersi quale sia il livello di sicurezza delle inferriate degli altri terrazzi.

I Ruzzier hanno evidenziato più volte l’inadeguatezza di quell’alloggio. Non solo. Il padre a seguito di un incidente stradale, dal 2003 è invalido. «Ho una placca in titanio in testa – racconta – mi è stato ricostruito il ginocchio e ho una vite nella tibia. Per una patologia all’anca mi dovrà ora sottoporre a un intervento». Ruzzier cammina aiutato dalle stampelle, da 5 mesi non esce di casa. Cinque piani senza ascensore lo rendono prigioniero in quella casa di 47 metri quadrati. «Il 29 gennaio del 2012 abbiamo chiesto all’Ater un cambio di alloggio – racconta la moglie – ho parlato anche con il sindaco e con l’assessore Famulari, ma ad oggi siamo qui». La prossima settimana il padrfe del bimbo preannuncia che si farà portare negli uffici dell’Ater: «Non me ne andrò – dice - fino a quando qualcuno non mi darà una risposta di fronte a quello che è successo».

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