Servola, rinasce la storica Villa Banelli: restauro conservativo per la dimora dell'Ottocento
Cantiere verso la conclusione per la storica villa di via Soncini: recuperati i fregi e la muratura in pietra per ospitare quattro appartamenti

Una delle ville storiche più antiche di Servola è al centro di un imponente recupero, che prosegue da circa due anni. E il suo destino è quello di essere abitata nuovamente da una grande famiglia, com’era in origine. Villa Banelli, dopo anni di oblio, è stata venduta qualche anno fa, e dal 2024 è iniziato un cantiere che, tra gli obiettivi principali e più impegnativi, ha quello di restaurare le facciate, caratterizzate da una serie di fregi che stavano cadendo a pezzi. Un intervento di ristrutturazione, che comprende tutto l’immobile, affidato allo studio Celli Architetti.
Da allora, un po’ alla volta, la dimora è rinata, grazie a un restauro conservativo. «La parte più complessa è stata l’involucro della casa – spiega l’architetto Pietro Celli – con il recupero dell’apparato architettonico e decorativo, in larga parte compromesso o addirittura mancante. All’interno della villa è stata conservata l’originaria struttura lignea consolidando i solai e ricucendo la muratura in pietra arenaria». Un altro fronte particolarmente difficile, e oneroso, è stata «la manutenzione dell’area esterna – rileva l’architetto –. Già dagli anni Novanta si erano verificati crolli di scale e parapetti e la stessa scalinata principale era compromessa. Su indicazione degli agronomi vari alberi non monumentali sono stati eliminati perché, a causa del lungo abbandono, risultavano pericolosi e stavano causando il cedimento dei muri di contenimento del terreno coinvolgendo le proprietà adiacenti. Questi muri sono stati smontati e ricostruiti riposizionando, una ad una, le pietre originali. Un lavoro che ha richiesto tempo e precisione ma che, come per l’apparato decorativo dell’edificio principale, l’impresa Schiavone Costruzioni ha sviluppato con perizia, vista la sensibilità dei proprietari nel restaurare una villa così bella e con una storia così lunga alle spalle». Il cantiere probabilmente si concluderà entro l’anno.
«Era una casa di famiglia e tornerà ad esserlo, con la creazione di quattro appartamenti», sottolinea Celli. Verrà mantenuto il cancello su via Soncini, dando anche l’accesso al parcheggio della casa, che fino a pochi anni fa nascondeva un intricato verde nascondendo tutto ciò che stava intorno. Un altro accesso, pedonale, rimarrà su via Barsezio, dove già si trovava.
Da via Soncini la facciata principale della villa è ormai ben visibile e molte persone si sono fermate ad ammirare una palazzina che il rione conosce bene. Non a caso chi l’ha acquistata è legato sentimentalmente a Servola. La villa viene ricondotta tra il 1850 e il 1896, con il nome di Villa Piccin, cambiato poi in Banelli, con i nuovi proprietari che facevano capo a Carlo Banelli, che dà anche il nome a una via di Servola. Ha una superficie abitativa interna di circa 700 metri quadrati e spazi esterni per circa 1.000 metri quadrati.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








