Trieste trasporti, sindacati pronti allo sciopero

«Se Trieste Trasporti non ritorna al tavolo della trattativa avremo un maggio caldo». Ovvero autobus fermi per tutte le domeniche del prossimo mese. È chiara la posizione dei sindacati (Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl) dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il sindaco Roberto Cosolini e la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat: «Il sindaco assicura che prenderà a cuore il nostro caso - spiegano i sindacati - e che parlerà con il presidente di Trieste Trasporti Giovanni Longo per convincere l’azienda a riaprire la trattativa. Speriamo l’ascoltino, altrimenti dovremo rispondere con lo sciopero».
Il confronto sui 35 esuberi si trascina da tempo. «Da un mese l’azienda rifiuta di parlarci», spiegano le sigle, che sintetizzano così gli ultimi capitoli della vicenda: «Per far fronte ai tagli Trieste trasporti ha applicato unilateralmente a 90 lavoratori una turnazione definita “domenicale” (con tutte le domeniche libere): questa turnazione cancella 9 giorni di riposo annui per addetto con un aumento di produttività immediato per l’azienda di 810 giornate e conseguenti ulteriori nuovi esuberi. Ovvero 8 posti di lavoro. Nonostante la grave crisi occupazionale e gli esuberi, i lavoratori in questione sono obbligati a straordinari per 29 minuti al giorno: l’azienda così trattiene ulteriori 18 giornate all’anno di riposi per addetto con un altra perdita di 16 posti di lavoro; in tutto si tratta di 24 nuovi esuberi. Trieste trasporti obbliga poi il personale assunto post 2005 ad una turnazione con 2 domeniche lavorate su 3, trascurando la necessità di 50 lavoratori ad avere, come gran parte dei conducenti, almeno il 50% delle domeniche libere». Un comportamento che le sigle definiscono «stile Marchionne»: «L’azienda sostiene di considerare la non conferma di 23 contratti a tempo determinato nel caso in cui le condizioni appena esposte non venissero accettate».
Posizione che i sindacati non intendono accettare: «Ora siamo in stato di agitazione, ma siamo pronti allo sciopero. Se questo andazzo non cambia non ci resta che fermare i mezzi per tutte le domeniche di maggio».
Le sigle dei lavoratori denunciano l’effetto che i tagli già applicati al chilometraggio stanno avendo sui servizi: «Siamo molto preoccupati. Già ora registriamo grossi scompensi in termini di carichi sui bus. Con gli ulteriori tagli prospettati nel 2014, pari al 14% delle corse, entriamo in una situazione difficile da sostenere in una città con una tradizione di trasporto pubblico capillare». I sindacati auspicano che l’azienda torni sui suoi passi: «Siamo molto aperti e contiamo di chiudere la vertenza. Se invece Trieste trasporti continuerà a creare divisioni fra i lavoratori sarà tutto più difficile». (g.tom.)
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