TRIESTELotta allo spaccio nei pub in azione 12 cani antidroga
Di droga a Trieste ne gira tanta. Cocaina a fiumi, pasticche di ecstasy, anfetamine, eroina. A intercettare lo spaccio c’è la sezione Antidroga della Squadra Mobile della questura di Trieste: 12 agenti che ora potranno contare su 12 pastori tedeschi superaddestrati. Pub e scuole verranno passate al setaccio

sterle trieste unità cinofila alla scuola collodi
TRIESTE.
Di droga a Trieste ne gira tanta, troppa. Cocaina a fiumi come in tutto il resto d’Italia, pasticche di ecstasy, anfetamine e poi ancora l’eroina che nell’ultimo anno sta riprendendo quota anche tra i più giovani. Che non se la iniettano ma la fumano.
IL MERCATO Oggi sulla piazza triestina un grammo di cocaina costa circa 100 euro, 70 uno di eroina. Ad intercettare lo spaccio, il mercato, a scovare i traffici illeciti e a mettere in atto una serie di azioni atte a prevenire la diffusione degli stupefacenti c’è la sezione Antidroga della Squadra Mobile della questura di Trieste.
IL CONTRASTO Un gruppo formato da dodici persone. Tra di loro c'èuna ragazza giovane, alcuni quarantenni e anche un trentenne tatuato e con il pizzetto che in certi ambienti riesce ad infiltrarsi con molta più facilità. Un gruppo che ha dichiarato guerra totale al piccolo spaccio.
I CANI A breve, ad affiancare la squadra nei controlli nei pub, fuori dalle scuole e dagli esercizi pubblici, arriveranno i rinforzi delle unità cinofile. Precisamente dodici cani che con i loro conduttori intensificheranno i controlli. Per loro verrà creato un apposito canile al commissariato di Opicina.
IL CONSUMO Negli ultimi anni l’ambito di lavoro dell’antidroga a Trieste è notevolmente cambiato: i consumatori sono sempre più giovani. Infiltrarsi, entrare nei loro giri, individuarli non è facile. "Nella nostra città la cocaina ha convertito anche i vecchi tossicodipendenti - spiega Culot - è la droga della socializzazione. Questo ha cambiato anche il modo di usare gli stupefacenti. Ora c’è un consumo di gruppo: avvocati, commercianti, professionisti si danno appuntamento per consumare insieme: stasera la cocaina la porta uno, domani un altro".
LE CATEGORIE Non esiste più dunque una separazione così netta tra acquirente e spacciatore. C’è poi una sostanziale differenza tra il consumatore di stupefacenti che per procurasi il denaro spaccia e chi invece smercia per professione. "Il grande spacciatore non ne fa uso - rivela Culot - vuole restare lucido, punta a far leva sulla debolezza altrui e guadagnare". Una condotta tipica degli importanti gruppi di spaccio albanesi dove le regole impongono di non toccare la droga.
IL CONFINE A segnare un cambiamento del mercato degli stupefacenti a Trieste è anche stato l’abbattimento del confine con la Slovenia. "Ci sono evidentemente meno possibilità di controllo - osserva Mario Bo, capo della Squadra Mobile della Questura di Trieste - ma le ispezioni della nostra polizia di frontiera sono più mirate. Il rapporto con le altre forze dell’ordine e con la polizia slovena è ottimo, le leggi vigenti in materia di stupefacenti lì sono diverse ma la collaborazione è proficua".
I LOCALI A Trieste spesso vengono additati questo o quel locale come punti di spaccio. Ma quanta complicità può esserci da parte dei gestori dei bar o dei pub? "I controlli nei locali vengono fatti con regolarità - sostiene Bo - ultimamente ne abbiamo organizzati oltre una ventina. Sono controlli che proseguiranno e che scaturiscono sia a fronte di segnalazioni sia da emergenze individuate dal nostro personale. Spesso sono gli stessi gestori dei locali in città a segnalarci una situazione preoccupante - aggiunge Culot - lo fa per non essere coinvolto e per tutelare la sua attività".
I METODI Ma quali sono i metodi dei quali si avvale la divisione Antidroga della polizia di Trieste per stanare traffici di stupefacenti, individuare uno spacciatore e quanto il decreto legge sulle intercettazioni potrebbe gravare su loro lavoro? "Noi a Trieste optiamo per i metodi tradizionali di indagine, - spiega Culot - solo in casi particolari ricorriamo alle intercettazioni che, a mio avviso, dovrebbero servire solo da supporto. Si lavora molto stando a stretto contatto con la gente, con gli infiltrati, con gli agenti che sul territorio rilevano e seguono determinate piste. E poi ci sono gli informatori".
LE SEGNALAZIONI Recentemente un’indagine che nella nostra città ha coinvolto degli studenti ha preso spunto proprio dalla segnalazione di una giovanissima, sorpresa dalla quantità di stupefacenti che girava nella scuola. Gli infiltrati sono invece agenti sotto copertura. La loro attività viene comunque disciplinata dalla Direzione centrale per i servizi Antidroga del ministero dell’Interno. Spesso, per non correre il rischi di venir riconosciuti, la sezione di Trieste si avvale anche della collaborazione di agenti di polizia provenienti da altre questure. È guerra totale. RIPRODUZIONE RISERVATA
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