Triestestate triplica e “invade” il castello

“Triestestate” si fa in tre per la prima estate culturale della terza amministrazione Dipiazza. Dopo l’allargamento ai rioni (offerto nel 2006 dalla giunta di Roberto Cosolini) ora conquista il Castello di San Giusto (“Triestestate al Castello”) e si specializza in una fascia di età (“Triestestate Giovani”).
La rassegna madre (“Triestestate in città”), che ingloba i festival TriesteLovesJazz e Ts StortTS International Film (Maremetraggio), è praticamente una fotocopia di quella dell’amministrazione precedente sia nella cifra investita (311mila euro) sia nell’organizzazione (Casa della Musica). Resta uguale anche la direzione artistica affidata a Gabriele Centis, coordinatore della Casa della Musica, un’investitura avvenuta nel 2015 dopo anni di direzione artistiche “ombra”. Formula vincente, insomma, non si cambia.
La delibera varata il 16 febbraio dall’amministrazione prevede la “riproposizione” della manifestazione, giunta alla quattordicesima edizione, con alcune varianti curiose che vanno dall’“esibizione di bande nazionali e internazionali” a una serie di iniziative «volte a celebrare le figure che hanno contraddistinto e caratterizzato la storia della vita della nostra città» (a titolo di esempio citano i nomi di Maria Teresa D’Austria e James Joyce).
Il “menù” della rassegna tradizionale è composto da festival (dal jazz ai cortometraggi), concerti, cinema, rappresentazioni teatrali e appunti culturali. Le periferie della città saranno raggiunte con un autobus itinerante attrezzato per proiezioni cinematografiche che, nei mesi di luglio e agosto, sosterà «nei luoghi caratteristici (piccole piazze, parchi, giardini, spazi pedonali) dove alla proiezione di storici film verranno affiancate piccole azioni teatrali (l’introduzione alla trama del film o aneddoti o note sulla vita degli attori) e interventi musicali (colonne sonore dal vivo di film muti o di cartoni animati d’epoca)».
Le novità sono gli altri due “filoni” di Triestestate 2017 per i quali l’amministrazione ha deciso di sganciare altri 145mila euro, che sommati ai precedenti fanno 456mila euro. “Triestestate al Castello” è il fiore all’occhiello del Dipiazza Ter, che sul rilancio del Castello di San Giusto ha puntato fin da subito, a partire dal matrimonio del primo cittadino. «È, infatti, volontà dell’amministrazione comunale far sì che, con la bella stagione, il Castello riprenda la sua antica funzione di propulsore culturale e di intrattenimento, in modo da restituire ai cittadini e turisti uno dei luoghi più affascinanti di Trieste», si legge nella delibera. Poco importa se, ancor oggi, nonostante l’inaugurazione nell’ottobre 2016 dell’Aim (Alinari Image Museum), sia praticamente impossibile prendere un caffè a San Giusto. I luoghi prescelti per la rassegna sono l’ampio piazzale delle Milizie, i vari Bastioni e anche l’inutilizzata Bottega del Vino. Ci saranno spettacoli di teatro che vanno “dall’operetta alla prosa”, ma non si sa con chi e neppure in che forma. «Sono in corso contatti con i principali teatri cittadini e con altri soggetti dotati di adeguata struttura organizzativa» fanno sapere).
Ci saranno poi rassegne cinematografiche, concerti dal jazz al rock, dalla musica classica («a cura di importanti orchestre») al repertorio bandistico (le bande piacciono proprio a questa amministrazione). Non si fa cenno, invece, all’opera che, seppur d’importazione friulana, aveva fatto capolino a San Giusto nelle ultime due estati. Il problema sono i costi di allestimento: nella delibera si riconosce che gli spettacoli a San Giusto sono cari visto che serve l’intervento di un camion gru come per l’Arena di Verona.
E “Triestestate Giovani”? «L’innovativo progetto - si legge nella delibera - ha preso forma grazie alle coesistenza nell’ambito del medesimo assessore della delega alla Cultura e della delega ai Giovani». Merito quindi delmultitasking Giorgio Rossi, che detiene pure i cordoni della borsa (il Bilancio) dell’attuale amministrazione.
Il piano è quello di dare spazio a «produzioni artistiche giovanili di attualità, concerti rock, pop, rap, hip-hop, localizzati principalmente nel Castello di San Giusto e nel Polo del ricreatorio Toti. «L’obiettivo e fare emergere realtà formali e informali dei giovani triestini (testuale, ndr) per favorirne le opportunità sostenendo lo sviluppo e la realizzazione di progetti e idee, aprendo prospettive e finestre di dialogo» si legge. A dare una mano dovrebbe arrivare, si spera, mamma Regione con 25mila euro, Unicredit con 20mila e Trieste Trasporti con ben 100mila euro. E magari “cinebus” in omaggio.
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