Troppi lacci burocratici contro il Marina Neresine

CHERSO. È una storia che dura da parecchio tempo, 12 anni, e di cui non si vede ancora il lieto fine. È dagli inizi del Duemila che a Neresine, splendida località chersina, si parla dell’approntamento...

CHERSO. È una storia che dura da parecchio tempo, 12 anni, e di cui non si vede ancora il lieto fine. È dagli inizi del Duemila che a Neresine, splendida località chersina, si parla dell’approntamento di un marina che darebbe impulso al settore turistico locale e di tutta quanta l’isola. L’investitore c’è, ed è straniero, esiste anche l’impresa chiamata a gestire il porticciolo da 100 ormeggi, denominata “Marina Nerezine” e non manca nemmeno il contratto di costuzione. Il documento è stato firmato nel 2001 e prevedeva 24 mesi di tempo per redigere la documentazione necessaria, con costi per la struttura fissati sui 41 milioni di kune, pari a 5 milioni e 363 mila euro. Da allora sono stati compiuti pochi passi avanti, ad eccezione dello studio di impatto ambientale, venuto alla luce otto anni fa. Il direttore di Marina Nerezine, Kreso Leki„, è amareggiato ma non demorde: «La burocrazia croata ci sta creando mille difficoltà, che noi non riusciamo a superare – spiega – il maggior problema riguarda la strada d’accesso al marina che per legge deve essere costruita dal comune di Lussinpiccolo». A complicare la situazione è il fatto che la strada attraversa una proprietà privata, la qual cosa ha già bocciato la richiesta d’ottenimento della licenza per l’uso della superficie. «L’iter che ci dovrebbe permettere di arrivare alla progettazione del marina – continua Leki„ – contempla il rilascio della licenza per la strada d’ accesso, la fissazione della delimitazione del porticciolo e l’ottenimento dei diritti di concessione per la fruizione del demanio marittimo. Finora la mia ditta ha speso qualcosa come 1 milione e 100 mila kune, circa 144 mila euro, ma non ci siamo praticamente schiodati dal binario morto in cui ci troviamo da una dozzina d’anni. Non intendo demordere, dall’alto della convinzione che Neresine avrà un giorno un marina capace di ospitare anche megayacht. Ne trarrà beneficio la locale industria turistica e di riflesso anche quella lussiniana».

(a.m.)

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