«L’ho trovata nel mio giardino», cassa arrugginita lasciata con un biglietto davanti al museo: intervengono gli artificieri

Gli artificieri sono intervenuti davanti al museo di Storia naturale di via Cumano a Trieste per una borsa sospetta. Alla fine si trattava di un vecchio contatore elettrico da cui fuoriuscivano alcuni cavi e fili

Gianpaolo Sarti

Credeva di fare un bel gesto, invece ha innescato il caos. Le volanti della Polizia, gli artificieri. Un pezzo di strada transennato. La gente sbigottita che pensava a qualcosa di molto grave. Tutto questo per una borsa abbandonata per terra da una persona al momento ancora ignota: dentro c’era un oggetto sospetto. L’involucro è stato rivenuto domenica mattina, attorno alle 10, davanti al museo di Storia naturale di via dei Tominz 4, dietro a via Cumano.

All’interno della borsa, appoggiata davanti all’ingresso della struttura, era custodita una cassetta di ferro, quasi completamente arrugginita: si trattava, come appurato successivamente, di un vecchissimo contatore per l’energia elettrica. Ma lì per lì non era affatto chiaro. Anche perché da quell’oggetto strano fuoriuscivano dei fili e dei cavi sospetti.

Ovviamente un ritrovamento del genere, peraltro nelle vicinanze dell’altro edificio situato a pochi metri dal museo di Storia naturale, cioè il museo della Guerra per la Pace “de Henriquez” che si trova sulla stessa via, ha attivato i protocollo previsti per l’allarme bomba.

E ciò significa che sul posto, nel giro di pochi minuti, si sono fiondate varie volanti della Polizia di Stato e anche gli artificieri. Gli agenti, sempre per motivi di sicurezza, hanno dovuto transennare una parte della strada. Numerosi i passanti e gli abitanti della zona che si chiedevano cosa stesse succedendo. In tanti hanno pensato che fosse un vero e proprio ordigno.

Sopra a quel pezzo di ferro arrugginito, contenuto nella borsa, spuntava un biglietto con un messaggio scritto con il pennarello rosso: «Ho trovato questa cassetta in giardino a casa mia forse è un reperto storico. Comunque la lascio qui. Grazie».

Gli artificieri della Polizia di Stato ci hanno messo poco per capire che non c’era nessun ordigno. Avevano tra le mani un contatore per l’elettricità che si usava un tempo. Nulla di pericoloso, insomma, e nulla di particolarmente interessante nemmeno per il museo di Storia naturale e per il de Henriquez. Con molta probabilità è roba destinata alla spazzatura. L’operazione, comunque, si è protratta per circa un’ora e ha visto impegnati numerosi agenti.

«Lasciare un oggetto davanti a un museo non è una procedura corretta», avverte l’assessore alle Politiche della Cultura Giorgio Rossi. «Bisogna contattare il Comune – precisa – che poi, dopo un’attenta valutazione, deciderà se accoglierlo come una donazione. Se è un elemento prezioso, o perlomeno utile, in genere lo prendiamo. Se invece è un vecchio oggetto, visibilmente privo di qualsiasi significato e di valore storico, magari tenuto in una cantina, direi proprio di no. Comunque parecchie collezioni importanti, o anche pezzi unici, derivano da donazioni».

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