Turismo, boom di presenze a Trieste
La Regione rende noti i dati del settore. La città segna una crescita a due cifre anche grazie a Giro d’Italia e G8. In estate 74 mila presenze in più del 2008. L'assessore Ciriani: "Notevole l'exploit del capoluogo"

Trieste salva il turismo regionale. In un periodo di crisi economica globale è il capoluogo regionale a contribuire in modo determinante al segno più (3,42% da inizio anno e 4,9% nel periodo estivo) delle presenze turistice del Friuli Venezia Giulia rispetto al 2008. E l’unica realtà della Regione a avere una crescita a doppia cifra: +12,8% (nei primi nove mesi) e +18% nel periodo estivo (da maggio al 15 settembre) grazie soprattutto ai turisti italiani che fanno registrare un +25,3%: quasi mezzo milione di presenze solo nei mesi estivi (74mila in più del 2008) con oltre 150mila arrivi (11 in più del 2008). Neppure Lignano, che rimane centrale per il settore vista l’esclusiva vocazione di stazione balneare, va oltre il 7,6% di presenze in più.
Il dato di Trieste risalta ancora di più se messo a confronto, su base annuale, con Udine (-0,4%), Gorizia (-10,6%) e Pordenone che ha lo stesso dato del capoluogo regionale però in negativo (-12,8%). La tenuta del capoluogo friulano, inoltre, beneficia del tris d’assi musicale estivo messo in campo dalla Regione allo Stadio Friuli (Madonna, Bruce (Madonna, Bruce Springsteen, Coldplay allo Stadio Friuli) che non ha paragoni e non sarà facilmente ripetibile. «Anche noi abbiamo avuto Santana» scherza Claudio Giorgi presidente della Promotrieste. Ma non basta. Nel dato di Trieste, inoltre, non ci sono i croceristi delle navi bianche che nel 2008 attraccavano settimanalmente alla Stazione Marittima. Non c’è neppure la Barcolana che da anni, all’inizio di ottobre, è un serbatoio sicuro di presenze turistiche.
I dati sono stati resi noti ieri dal direttore di Turismo Fvg, Andrea Di Giovanni,nel corso di un incontro con la stampa avvenuto nella Stazione Marittima di Trieste, mentre era in corso la giornata conclusiva della prima edizione di Buy Friuli Venezia Giulia, la piccola borsa del turismo che ha visto 90 buyer e 70 giornalisti provenienti dall’Italia e da tutta Europa incontrare turistici regionali, oltre che visitare le bellezze del territorio. «Temevamo gli effetti di una crisi internazionale - ha spiegato il vicepresidente della Regione Luca Ciriani - e questi si sono fatti sentire sul segmento ”affari”, ma per il turismo classico vediamo crescere le presenze sia italiane che straniere, segnale che ci induce a rafforzare la nostra presenza promozionale soprattutto nell'area del centro ed est Europa».
Il vicepresidente della Regione ha sottolineato che i risultati sono stati raggiunti «con un budget del 20% in meno rispetto allo scorso anno, il che ha significato una riduzione di 2 milioni di euro nel settore della promozione. Abbiamo dovuto fare tagli impopolari, ma necessari, non finanziando molte piccole iniziative e concentrandoci invece su manifestazioni di grande rilievo in grado di attrarre turisti e far parlare della nostra regione».
E la performance di Trieste? «Notevole» assicura Ciriani sulla quale però - tiene a precisare, pesa l’effetto positivo del Giro d’italia e quello del G8 dei ministri esteri. Non manca neppure un riferimento polemico alle sofferenze alberghiere denunciate da Trieste. «Non non le abbiamo registrate. Abbiamo dati diversi» taglia corto l’assessore non prima di aver comunque puntato il dito contra una politica dei prezzi non sempre adeguata alla situazione attuale del mercato attuale come dimostra «l’espansione dei bed and breakfast, delle case in affitto e dell’albergo diffuso».
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