Turriaco punta all’ex Arci In aula c’è il voto sull’asta

Il Comune intende farsi avanti per l’unico bene ancora coinvolto nella liquidazione e proporre il ribasso rispetto ai 97 mila euro in modo da sbloccare la situazione
Bonaventura Monfalcone-25.09.2020 Bar Arci-Turriaco-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.09.2020 Bar Arci-Turriaco-foto di Katia Bonaventura

/TURRIACO

Sfumata l’acquisizione del Parco delle feste lungo l’ex Strada provinciale 1, il Comune di Turriaco ha intenzione di farsi avanti per l’unico bene coinvolto nella liquidazione della Fondazione Isonzo, l’ex cassaforte immobiliare del Pci prima e dei suoi eredi poi, rimasto invenduto in paese con la prima tornata d’asta curata dal Tribunale di Gorizia. Si tratta del complesso dell’ex Arci, collocato nel centro di Turriaco, inutilizzato da tempo e il cui prezzo base è stato stimato e fissato in 97 mila euro. Una cifra non da poco per un ente locale, anche se in seconda battuta dovrebbe scendere del 15%, e ben diversa dai 20.500 euro di partenza per il Parco delle feste (rilanciati senza successo dal Comune di 4 mila euro).

Il fatto che l’ex Arci sia ancora sulla piazza impone, però, una riflessione all’amministrazione comunale, secondo il sindaco Enrico Bullian, anche se, pur non facendo cifre, l’amministrazione comunale sembra intenzionata pure in questo caso a mantenersi sotto l’eventuale valore di partenza della seconda tornata d’asta.

«Nel Consiglio comunale convocato per lunedì, alle 20, verrà quindi affrontata la discussione sulla possibile acquisizione del complesso dell’Arci – afferma Bullian, che sulla questione si è già confrontato in questi giorni con i capigruppo consigliari –. Porteremo in votazione l’autorizzazione a procedere alla prossima asta con un’offerta per l’immobile».

L’intenzione è appunto quella di proporre un valore chiaramente più basso della perizia (97 mila euro appunto), con l’obiettivo almeno di sbloccare la situazione. «Poi si potrebbero aprire due scenari – spiega il sindaco –, nel caso le ipoteche delle banche venissero revocate e il commissario liquidatore, l’avvocato Cannone, accettasse l’importo».

Il Comune potrebbe effettivamente riuscire ad acquisire l’immobile e in questo caso si potrebbero sviluppare dei progetti socio-culturali di riqualificazione del complesso. Dei privati potrebbero, però, offrire maggiori risorse e divenire proprietari dell’ex Arci, in questo caso per finalità prevalentemente residenziali, come da destinazione del Piano regolatore comunale. «Entrambi gli scenari hanno punti di forza – sottolinea Bullian –, perché l’obiettivo primario è evitare che in una zona relativamente centrale ci sia una situazione di degrado e non utilizzo, proprio nel momento in cui, tra l’altro, stiamo riqualificando via Garibaldi con la creazione di una trentina di parcheggi pubblici di fronte all’ex Arci». Il sindaco ci tiene a chiarire, quindi, come a guidare le decisioni dell’amministrazione, di centrosinistra, non ci siano i legami affettivi verso il luogo. «Che pure sono forti anche a livello popolare, ma che non possono influenzare scelte che hanno importanti riflessi economici», afferma Bullian. «C’è invece la volontà di pianificare lo sviluppo urbanistico, edilizio e socio-culturale del paese – conclude il sindaco –. La cosa peggiore, infatti, sarebbe impantanare il complesso dell’Arci nella procedura fallimentare, lasciandolo nel degrado per anni».—

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