Tute blu, la Cgil nazionale critica la Regione
«Mai un’istituzione ha attaccato così i lavoratori». Colussi: ora la giunta dica se ci sarà la denuncia
TRIESTE
Anche la Cgil nazionale critica la Regione per l’ipotesi di denunciare i metalmeccanici che la scorsa settimana hanno bloccato il traffico sull’A4 nei pressi del Lisert. In realtà, tutto il sindacato, da Roma a Trieste, va all’attacco di Riccardo Illy e della sua giunta. Le posizioni sono molto dure. Ieri è arrivata quella della Cgil nazionale che, con la segretaria Morena Piccinini, esprime «pieno sostegno» a Ruben Colussi, il segretario del Friuli Venezia Giulia, per la decisione di sospendere le relazioni con l’esecutivo regionale.
CGIL NAZIONALE A Udine, in occasione di un’assemblea sulla sicurezza sul lavoro, la Piccinini, intervenendo sull’intenzione della giunta Illy di dare mandato ad Autovie Venete di verificare la possibilità di denunciare i manifestanti per i disagi creati agli automobilisti in transito, usa parole molto critiche: «Mai si era vista un’istituzione pubblica, e per di più espressione di una maggioranza di centrosinistra, prendere una simile posizione contro lavoratori in lotta per i propri diritti. Illy dice di voler tutelare la legalità, ma è legalità anche il rinnovo dei contratti, e non ci risulta che il presidente abbia mai fatto sollecitazioni in tal senso nei confronti delle forze imprenditoriali».
ARROGANZA Ma sul caso ritorna con toni polemici anche Colussi: «Si è scelto di colpevolizzare una forma di lotta che, senza aver portato disagi gravi, è stata portata avanti da operai in lotta per rivendicare il loro diritto al contratto e agli aumenti salariali. Se Illy non lo ha compreso, vuol dire che è molto lontano dai problemi reali della gente e dei lavoratori». Il segretario della Cgil Fvg invita la giunta «a dichiarare pubblicamente che non intende proporre ad Autovie la denuncia». E precisa: «Non è un ultimatum, non ci sono scadenze. Auspico solo che ci si renda conto che operai che manifestano per un diritto non possono essere trattati come delinquenti. E’ certo che, se non ci sarà una retromarcia, i rapporti non potranno più essere quelli di prima».
CON CISL E UIL Colussi attacca ancora: «Continuiamo a ritenere sbagliata e incomprensibile la decisione di una giunta arrogante come mai prima. A Illy ricordo che gli operai non possono rimanere dentro le fabbriche e che tutte le grandi vertenze sono uscite all'aperto». Altre forme di lotta? «Le valuteremo negli organismi interni e d’intesa con le altre sigle con cui senz’altro ci incontreremo». E’ perfino possibile che la Cgil dia indicazione di non votare Illy? «Ragionamento prematuro, valuteremo l’insieme dei cinque anni di governo».
VITTIMA Il segretario della Cgil punta l’indice su Illy: «Dice che non si lascerà intimidire? Non faccia la vittima, nelle posizioni del sindacato non ci sono intimidazioni». Ma non salva gli assessori: «Nessuno di quelli che ha votato a favore della denuncia, e cioè tutti tranne Antonaz, fa un bella figura».
A TRIESTE Molto critiche anche le segreterie triestine. Franco Belci (Cgil), Luciano Bordin (Cisl) e Luca Visentini (Uil) scrivono in una nota: «Le reazioni piccate di fronte alla posizione del sindacato personalizzano inutilmente il problema e finiscono per acuirlo quando Illy contrappone la rappresentanza di tutti i cittadini, alla “minoranza” che ha manifestato. Se avesse impostato la questione in termini meno formalistici, avrebbe forse capito che quella “minoranza” ha interpretato il malessere di tutto il lavoro dipendente e dei pensionati, per i quali la questione salariale si pone in maniera drammatica. Chiediamo al presidente – concludono – di riflettere (e alla politica di farlo riflettere) prima di assumere posizioni che non rispondono a urgenze politiche e che suscitano un diffuso malcontento per l’insensibilità che dimostrano».
SDEGNO «Assoluta contrarietà e profondo sconcerto» manifestano anche le Rsu della Fincantieri di Trieste. Secondo i rappresentanti sindacali «la Regione, anziché farsi promotrice di azioni legali, farebbe molto meglio a ridurre privilegi e sprechi, utilizzando tali risorse per sostenere le politiche sociali». E pure il personale di Insiel respinge “con sdegno” la richiesta del governatore di denunciare i manifestanti. «Ci sentiamo offesi nella dignità di dipendenti e cittadini», affermano gli addetti della società informatica.
Marco Ballico
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