Uccisero di botte un 43enne I responsabili sono due sloveni

Il brutale pestaggio avvenne all’ex Ideal, fabbrica abbandonata di Nova Gorica L’uomo morì all’ospedale di Sempeter Vrtojba dopo due giorni di agonia 



Due arresti. Entrambi cittadini sloveni: un 23enne e un 41enne. L’accusa è pesantissima. Sarebbero stati loro a uccidere, nel settembre scorso, un 43enne sempre sloveno, a Nova Gorica, a pochi passi dal confine. Lo massacrarono di botte. Questo è quanto emerse sin dalla prima ora.

Il più giovane è originario di uno dei paesi della valle dell’Isonzo, l’altro (il 41enne) vive e risiede proprio a Nova Gorica. Non sono stati forniti particolari relativamente alla loro identità. Questi gli sviluppi dell’omicidio che fece grande scalpore, una quarantina di giorni fa, nella città slovena ma anche “di qua”, a Gorizia. L’allarme era scattato un lunedì. All’interno di una fabbrica dismessa, l’ex Ideal, che si trova non lontano dal centro commerciale “QLandia”, molto frequentato dalla clientela goriziana e isontina, era stato trovato un uomo agonizzante, in gravissime condizioni, che aveva ormai perso conoscenza.

Va detto, per inciso, che l’ex stabilimento di Nova Gorica - oggi completamente abbandonato e in preda al degrado - è stato trasformato, negli ultimi anni, in una sorta di “punto di incontro” di tossicodipendenti e di persone poco raccomandabili. Il degrado è imperante e ci sono montagne di immondizie e sporcizia. L’uomo (risultato poi essere un quarantatreenne di Vrtojba, di cui non sono state fornite né le generalità, né le iniziali) era stato immediatamente soccorso dal personale medico e infermieristico dell’ospedale di Sempeter.

Una volta stabilizzato, era stato trasportato a sirene spiegate al reparto di Terapia intensiva dell’ospedale sloveno che dista pochi passi da via Vittorio Veneto e dal vecchio nosocomio di Gorizia. Ma da quel momento, le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate, nonostante il prodigarsi di medici e specialisti. A raccontare le circostanze e anche gli ultimi sviluppi il quotidiano della comunità slovena Primorski Dnevnik.

Due giorni dopo, era sopraggiunto il decesso e, il giorno successivo alla morte del 43enne di Nova Gorica, si era diffusa la notizia anche nella vicina Gorizia. Troppo gravi le ferite e le lesioni rimediate in quello che sembra essere stato un feroce pestaggio. Le forze dell’ordine avevano immediatamente fatto partire le indagini e, da quanto era filtrato sin dalla prima ora dalla vicina Slovenia, erano due i sospettati (che sono poi, effettivamente, finiti in manette): il ventitreenne e il quarantunenne che frequentavano abitualmente quel posto.

Le bocche degli inquirenti d’oltreconfine rimangono, come da tradizione consolidata, rigorosamente cucite. Nessuna dichiarazione, nessuna conferma, nessuna smentita. Tutto è coperto dal più stretto riserbo. Ma il Primorski Dnevnik sostiene che l’accusa si sarebbe trasformata da omicidio colposo in omicidio volontario: il che aggraverebbe ulteriormente la posizione dei due principali sospettati. Va detto che entrambi sono di nazionalità slovena (come, del resto, il quarantatreenne deceduto).

Sempre, sin da subito, era stata esclusa recisamente la partecipazione al fatto di sangue di cittadini italiani che, a malapena, sanno dell’esistenza di quel posto che, lo ripetiamo, si trova nelle vicinanze del principale centro commerciale di Nova Gorica. —

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