Presunta corruzione elettorale a Udine, il caso delle nomine finisce davanti al Gup: indagato il sindaco De Toni

A settembre l'udienza per discutere l'opposizione all'archiviazione. Sotto i riflettori la nomina di Daniela Perissutti ad Arriva Udine dopo l'accordo con il consigliere Salmè

Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, durante il forum al Messaggero Veneto ©Foto Petrussi
Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, durante il forum al Messaggero Veneto ©Foto Petrussi

Finisce davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Udine, Camilla Del Torre, il caso di presunta corruzione elettorale che vede coinvolti il sindaco Alberto Felice De Toni, il consigliere di opposizione Stefano Salmè e la moglie di quest’ultimo, Daniela Perissutti.

Tutto nasce da un esposto dei consiglieri di opposizione che hanno sollevato delle perplessità in merito alla nomina di Perissutti a vicepresidente di Arriva Udine in quota Comune di Udine.

Nell’esposto del centrodestra vengono citati due presunti accordi elettorali considerati illeciti dopo le elezioni del 2023: quello sottoscritto pubblicamente tra De Toni e Ivano Marchiol (era tra i candidati sindaco) poi sfociato nell’assegnazione dell’assessorato ai Lavori pubblici allo stesso Marchiol, e la nomina nella partecipata ex Saf per Perissutti.

Se per il primo episodio la Procura ha archiviato non rilevando ipotesi di reato, nel secondo invece la vicenda è più controversa.

Il pm titolare dell’indagine ha chiesto un’archiviazione anche per il caso Salmè ottenendo però un rigetto dal gip, che rilevando gli estremi per la configurazione del reato di corruzione elettorale, ha ordinato l’iscrizione nel registro degli indagati di De Toni, Salmè e Perissutti, chiedendo alla Procura di svolgere ulteriori accertamenti.

Davanti a una seconda richiesta di archiviazione presentata sempre dallo stesso pm, il legale dei consiglieri del centrodestra, Maurizio Miculan, ha però presentato un’opposizione che sarà discussa, come anticipato, a settembre davanti al giudice per l’udienza preliminare.

In questa fase, quindi, nel registro degli indagati risultano iscritti il sindaco De Toni (difeso dall’avvocato Luca Ponti), Salmè e Perissutti per l’ipotesi di reato di corruzione elettorale.

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