Ufficio immigrazione a Opicina Il no di commercianti e sodalizi

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«No al trasferimento al Commissariato di Villa Carsia dell’Ufficio immigrazione della Questura». Scatta la mobilitazione della comunità di Opicina, pronta a una raccolta di firme contro il provvedimento recentemente annunciato dagli uffici di via Demenego e Rotta e che registra anche il “niet” dei sindacati Sap e Siulp.
«Da anni – scrivono i rappresentanti del Consorzio “Centro in via – Insieme a Opicina” e delle associazioni “Per la Difesa di Opicina”, Volontariato Opicina e “Marino Simic” – si sta verificando una progressiva riduzione della presenza delle forze dell’ordine sull’altipiano, proprio in una fase nella quale il problema dell’immigrazione, ma non solo, è delicato e complesso. Siamo perciò contrari al trasferimento delle sezioni che si occupano dei richiedenti asilo, delle espulsioni e dei minori non accompagnati. Un numero di utenti elevato – sottolineano – che appesantirebbe il trasporto pubblico in tempo di Covid e rappresenterebbe un onere economico per gli immigrati. Tali scelte rischierebbero di riversarsi sugli immigrati stessi, a loro volta penalizzati da ritardi e rinvii. La migliore soluzione – continuano gli esponenti di consorzio e associazioni di Opicina – è costituita dalla definitiva collocazione delle sezioni in nuovi e adeguati uffici, ricavati nel centro polifunzionale di San Sabba, in base a un progetto programmato da anni e che aspetta solo di essere realizzato. Vorremmo che il Commissariato di Opicina – auspicano – tornasse a essere realmente operativo e a svolgere quel ruolo che riteniamo fondamentale per l’intero altipiano. Non possiamo permetterci – concludono – che continui quel processo, già denunciato dal Sap, che ha visto il Commissariato di Opicina perdere, in meno di due decenni, più di due terzi degli operatori di Polizia, scesi dalle 33 unità del 2003 alle attuali 10».
«Temiamo – scrive intanto Lorenzo Tamaro, segretario provinciale del Sap – che lo spostamento dei due uffici possa essere solo un primo passo per un progetto diverso da quello previsto, impostato sulla costruzione di un nuovo Ufficio immigrazione nel polo di San Sabba, la cui costruzione sarebbe dovuta già partire». Concorda anche il segretario del Siulp di Trieste, Fabrizio Maniago, che chiede «il rispetto» del «progetto che lo vedeva sorgere ex novo nel centro polifunzionale Luigi Vitulli» a San Sabba.
Dalla Questura, intanto, viene precisato che «il trasferimento è temporaneo e funzionale alla ristrutturazione dell’ingresso della Questura lato Teatro romano». —
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