Uil: «No a colonizzazioni triestine sulla sanità» Ma mancano 92 figure

Laura Blasich
L’integrazione tra sanità isontina e giuliana nella nuova Asugi non può tradursi in una colonizzazione da parte di Trieste. «Eppure il rischio c’è, soprattutto quando per ricoprire dei vuoti esistenti si pensa al trasferimento di personale attraverso il sistema delle strutture trasversali, possibile fonte di potere occulto per l’area giuliana», ha detto ieri il segretario regionale della Uil Fpl Luciano Bressan in un’assemblea con il personale sanitario che nell’auditorium dell’ospedale di Monfalcone ha raccolto quasi una sessantina di operatori del nosocomio cittadino e di Gorizia. Vale a dire il massimo possibile della capienza in base al rispetto delle regole per il contenimento del Covid-19. E le carenze di personale ci sono, rispetto alla ricognizione effettuata dalla Uil e segnalata al direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Poggiana e al direttore sanitario degli ospedali di Monfalcone e Gorizia Daniele Pittioni. Nell’area isontina mancano, stando a quanto riportato anche ieri in assembla da Bressan, 30 infermieri, 15 operatori sociosanitari, 8 assistenti sanitari, 5 tecnici della prevenzione, 6 tecnici di radiologia e varie figure tecnico sanitarie, ma anche 28 medici. L’organizzazione sindacale chiede quindi si proceda con urgenza all’attivazione delle procedure concorsuali per l’area medica nelle specialità di chirurgia, urologia, oculistica, anestesia, ortopedia, radiologia, servizio per le dipendenze, pronto soccorso.
«Il basso utilizzo delle tecnologie, vedi risonanza magnetica – ha aggiunto il segretario regionale della Uil Fpl –, un’altra criticità riscontrata, deriva sempre da un mancato adeguamento delle piante organiche mediche e del personale del comparto rispetto alla possibile disponibilità di offerta diagnostica». La mancanza del medico in guardia attiva notturna nelle medicine di Gorizia e Monfalcone genera, stando al sindacato, un rallentamento dei flussi che si ripercuotono sugli utenti, mentre quella del medico competente e del medico autorizzato sta costringendo tutto il personale a recarsi a Trieste sia per le visite di assunzione sia per qualsiasi altro controllo. «A oggi sono in sospeso più di 300 visite obbligatorie per il personale dell’area isontina», sempre Bressan. La Uil Fpl riconosce, comunque come, «nonostante la volontà del direttore generale nel scorrere le graduatorie concorsuali o i bandi per acquisire personale», ci siano oggettive difficoltà nell’acquisizione delle risorse. Se tra le criticità il sindacato inserisce anche l’aumentato carico di lavoro dovuto al recupero delle prestazioni sospese durante l’emergenza Covid-19, tra le note positive ci sono invece l’avanzamento dei lavori per l’aumento dei posti letto delle terapie intensive di Gorizia e Monfalcone, l’incremento dell’attività del dipartimento di prevenzione, l’aumento del personale nelle chirurgie e sale operatorie e la creazione delle strutture filtro per l’accesso al pronto soccorso dei due nosocomi. Alla fine della scorsa settimana il direttore generale Poggiana ha inoltre individuato il direttore sanitario Pittioni e la responsabile delle Risorse umane dell’area isontina Melissa Casarin come referenti per la raccolta dei fabbisogni dell’area isontina che andranno quindi a sottoporre direttamente alla Direzione generale, assieme a eventuali proposte. –
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