Ulteriori 63 infetti: dato mai così alto dal 16 aprile. E scatta il vertice

Focolai a Sappada e al caseificio Cepparo di Flaibano. A Palmanova riunione della task force guidata da Barbone

TRIESTE Era una settimana iniziata con un contagio in discesa e invece, un po’ a sorpresa visto il trend, quello di ieri è stato un giorno da 63 nuovi positivi al coronavirus in Friuli Venezia Giulia. Un dato mai così alto dal 16 aprile, quando si contarono 72 infezioni nelle 24 ore. Il totale da inizio emergenza, lo scorso 29 febbraio, è ora di 4.273, di cui 1.560 a Trieste (+10), 1.392 a Udine (+38), 947 a Pordenone (+6) e 361 a Gorizia (+9), cui si aggiungono 13 residenti fuori regione.


Nella Venezia Giulia si registrano tre positività tra i richiedenti asilo di Trieste e altrettante tra i minori stranieri non accompagnati accolti a Gorizia, mentre il dato di Udine è effetto tra l’altro della diffusione del virus, per quanto quasi sempre senza i sintomi, a Sappada, dove sono emersi 14 casi, e nello stabilimento del caseificio Cepparo di Flaibano, con 16 positivi tra dipendenti, familiari e collaboratori di una cooperativa esterna. Nel capoluogo friulano risultano contagiati anche due operatori sociosanitari. Un quadro analizzato in serata a Palmanova nella sede della Protezione civile regionale in occasione di una riunione della task force guidata da Fabio Barbone, epidemiologo e direttore scientifico del Burlo, presente pure il governatore Massimiliano Fedriga. «Analizziamo l’andamento con i tutti i direttori generali e sanitari e i capi dipartimento delle Aziende», informa il vicepresidente Riccardo Riccardi via Twitter parlando di aumento dell’età media oltre che dei contagi. Un rialzo in cui rientrano i vari focolai emersi un po’ in tutto il territorio, nel mondo della scuola e pure in quello dello sport. Con conseguente tracciamento dei contatti e inevitabile incremento delle positività in un momento in cui evidentemente il virus è in circolazione.

Un fenomeno che – ferma restando la controtendenza non attesa dopo un inizio di settimana ben diverso – era nelle previsioni a seguito delle vacanze, dei rientri per motivi di lavoro dai Paesi balcanici, di una vita sociale che, con la riapertura dei locali pubblici come delle attività sportive, è ben diversa dal “lockdown” e pure dai primi tempi dell’allentamento delle restrizioni. In questa fase della pandemia, con un rialzo nei numeri pur in un contesto in cui non si registra un carico eccessivo sul sistema sanitario regionale (le terapie intensive sono salite ieri da 3 a 4, mentre i ricoveri nei reparti delle malattie infettive rimangono 22, numeri decisamente distanti dai 297 malati Covid-19 in ospedale, di cui 61 in Ti, del 29 marzo), c’erano stati già altri giorni con impennate importanti: 49 casi il 5 settembre, 54 il 9 settembre, 45 il 13 settembre. Stavolta, però, il +63 supera il +60 del 27 aprile e riporta il conto ai livelli pasquali, per quanto resti ancora lontano il +147 del 25 marzo, il picco. A contare di più, tuttavia, è il rapporto tra positivi e persone testate. E appunto, dopo tre giorni al ribasso, l’incidenza aumenta, e non di poco. I 63 casi di ieri sono il 4,66% dei 1.352 cittadini cui è stato fatto per la prima volta il tampone (2,54% la media nazionale di giornata, solo il Trentino Alto Adige, 5,49%, è andato sopra il Fvg). Una percentuale più che doppia rispetto ai giorni precedenti (2,01% da lunedì 14 a mercoledì 16 settembre) e nettamente superiore anche al 3,64% della scorsa settimana.

Naturalmente più basso il rapporto sul totale dei tamponi (4.081, siamo all’1,54%), somma in cui rientrano anche i test di verifica su soggetti già entrati nella colonna del contagio. Pure in questo caso, però, la crescita è netta: sempre da lunedì a mercoledì non si era andati oltre lo 0,73%. Stando al bollettino di giornata del vicepresidente con delega alla Salute Riccardi, le persone attualmente positive al coronavirus in regione sono 662 (+45), vale a dire oltre sei volte la situazione di fine giugno. I totalmente guariti ammontano a 3.262 (+18), i clinicamente guariti sono 6 (+1) e gli isolamenti 630 (+43). Restano 349 i deceduti (197 a Trieste, 77 a Udine, 68 a Pordenone e 7 a Gorizia), come dal 2 settembre. —


 

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