Umago, prende il via il recupero delle tombe lasciate in abbandono
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A cinque anni dalla nomina della Commissione per la tutela cimiteriale voluta dal sindaco Vili Bassanese, al cimitero cittadino di San Damiano a Umago ha preso il via il restauro delle tombe abbandonate che testimoniano la secolare presenza storica della popolazione italiana sul territorio.
Le operazioni di riatto procedono sulla base di due documenti: il Decreto cittadino sulla tutela e la conservazione della memoria del cimitero; e la catalogazione di un centinaio di tombe da recuperare, effettuata dal Museo civico. I lavori sono stati affidati alla ditta Kamin di Marussici, le cui maestranze sono impegnate attualmente a recuperare dal degrado le tombe, i monumenti tombali, le lapidi e gli epitaffi sui quali il tempo ha lasciato le sue impronte.
Floriana Bassanese Radin, presidente della locale Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” nonché vicesindaca, sottolinea la valenza delle tombe quale patrimonio di storia e civiltà da tutelare con una normativa adeguata che ne impedisca la scomparsa. Intanto «le prime tombe a essere restaurate - spiega - sono ora quelle di alcune famiglie, cui si aggiungono alcune lapidi delle vittime dell’affondamento del piroscafo San Marco avvenuto nel settembre del 1944, e in cui persero la vita oltre cento persone». La cifra stanziata per quest’anno dal Comune è minimale - poco meno di 3.500 euro - ma l’assicurazione data è che i lavori proseguiranno.
In tante altre località istriane intanto le tombe italiane stanno gradualmente scomparendo, e con esse preziosi tasselli di memoria della componente italiana della penisola. A lanciare l’allarme in questo senso è stata la studiosa dell’arte Marina Paoletich di Umago: l’appello è stato ricevuto dal Consiglio per la tutela della minoranza italiana autoctona della Regione istriana, che ha deciso di avviare un dialogo con la stessa Regione istriana, l’Unione italiana e le associazioni degli esuli. —
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