Un bunker nella villa Von Hinke

RONCHI DEI LEGIONARI. Vengono alla luce anche le trincee che, durante la prima guerra mondiale, erano state costruite alle spalle dell'ormai famosa villa Von Hinke in via D'Annunzio. Una sorta di bunker è riemerso dopo la pulizia degli arbusti che, per gli anni di abbandono, l’avevano quasi oscurata e che ora fanno emergere anche delle sorprese. Si tratta di manufatti in cemento armato che, con una radicale opera di sfoltimento, si sono presentati in tutta la loro imponenza e hanno rivelato anche un ottimo stato di conservazione. Si tratta, con ogni probabilità, di trincee italiane costruite dopo l'agosto del 1916, ovvero dopo che la prima linea si era spostata. Ma c'era sempre la paura che l'esercito austroungarico tornasse indietro. Erano spesso anche camminamenti coperti e avevano gli spazi per alloggiare le mitragliatrici e l'artiglieria più pesante. Frammenti di storia che, oggi ad oltre cento anni dalla Grande Guerra, tornano alla luce e dimostrano come i rioni di Vermegliano e Selz, con il Carso, erano stati coinvolti nelle operazioni belliche di allora. Quelle trincee andrebbero sicuramente salvaguardate, protette, valorizzate.
Certo, il terreno sulle quali sorgono, così come la villa, sono in mano a dei privati, ma non sono pochi coloro che cullano l'idea che, qui, sorga un parco urbano con un museo all'aperto che potrebbe collegarsi con le trincee del Carso e con le grandi testimonianze che si trovano a Redipuglia. Sono trascorsi 100 anni, la vegetazione si è impadronita di quelle tracce storiche, ma esse dimostrano ancora che i lavori erano stati eseguiti a regola d'arte e le strutture, nella maggior parte dei casi, hanno tenuto. Chissà quali e quanti "tesori" celano ancora queste zone della città.
Grazie alla convenzione che il Comune aveva stipulato con l'associazione dei Grigioverdi del Carso, alcuni anni fa sono stati avviati i lavori di pulizia, consolidamento e ricostruzione della trincea di quota 82, proprio quella che fa parte del museo all'aperto del Monte Cosich a Ronchi dei Legionari. Un lavoro che era propedeutico all'allestimento, a fini didattici, delle due sezioni in cui è stata divisa la trincea, austroungarica, con l'ulteriore sviluppo della pavimentazione in legno ed il posizionamento di ulteriori feritoie per fucilieri.
Ma le trincee ronchesi, tempo fa, sono state al centro di una scoperta davvero sensazionale. Agli inizi degli anni Settanta le trincee della Grande Guerra sopra Ronchi dei Legionari si trasformarono in un inedito set per un documentario del regista toscano Piero Nelli, un nome illustre anche se di primo acchito può rappresentare poco a chi legge, il quale si avvaleva della fotografia del friulano Dante Spinotti. Alle riprese avevano partecipato come comparse anche diversi giovani di Ronchi dei Legionari e dei paesi vicini. Lo storico goriziano Lucio Fabi, con la collaborazione della Cineteca del Friuli di Gemona, ha recuperato il filmato dalle teche della Rai.
@luca_perrino
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