Un coro di proteste da pineta e dintorni: «I problemi sono altri È finto moralismo»
LE REAZIONI
Hanno suscitato un coro unanime di proteste i cartelli apparsi sul lungomare barcolano che invitano a non attraversare viale Miramare in costume da bagno. Esercenti, bagnanti, turisti o semplici passanti bocciano senza se e senza ma l’idea di porre una regola sul decoro da esibire nel passeggiare a Barcola. «Lavoro qui da ormai 20 anni – spiega Morenza Forza, titolare dell’omonimo negozio di gastronomia di fronte all’inizio della pineta – ma direi che i problemi di quest’area sono altri: gli automobilisti che parcheggiano praticamente dentro il locale, la mancanza di parcheggi, la Polizia locale che al contrario del centro città qui non la vediamo quasi mai, ma a sentire il vicesindaco pare che l’impellenza sia la concezione stessa di decoro, da misurarsi se uno si reca in un locale a petto nudo o meno. Stiamo cercando il pelo nell’uovo – continua Morena –, quando abbiamo la pineta piena di rifiuti e barboni che dormono un po’ ovunque».
Di parere analogo due turisti che stanno finendo di pranzare rispettivamente in boxer e pareo. «L’impressione è quella di un moralismo finto e ipocrita che si scontra con realtà consolidate da anni. Se sono al mare – si chiedono i due – perché non posso comportarmi di conseguenza?». Tatiana Derschitz vede il problema da un’angolatura diversa: «Credo che al massimo una bella donna in bikini potrebbe essere di distrazione per chi è al volante. Però penso al lato positivo della questione: se il vicesindaco ha tempo da perdere con queste cose vuol dire che in città non succede niente di grosso». A proposito di bikini, Jessica attraversa la strada con il solo doppio pezzo e infradito, incurante dei “consigli” fatti installare sui passaggi pedonali. «Non si può? Be’ che il vicesindaco venga a farmi la multa. Sarei curiosa di sapere se, avanti di questo passo, sarà ancora possibile andare a farsi un bagno, dal momento che in Costiera non si può più andare perché è impossibile parcheggiare, qui non si può stare in costume, ottimi indizi per una città che si vorrebbe professare turistica».
Iniziativa bocciata anche dagli esercenti presenti con i gazebo sull’altro lato della pineta. «Stiamo pensando di organizzare una specie di protesta o se preferite un flash mob – spiegano Monica e Stefano – per uno dei prossimi giorni: tutti nudi in pineta contro questa decisione». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








