Un defibrillatore per la Falconstar

La tragica scomparsa di Andrea Miorin, fulminato da un infarto durante una partita di calcio a Basovizza, ha riportato alla ribalta il tema della sicurezza e della prevenzione negli impianti sportivi. Se nell’attività amatoriale, per questioni di organizzazione, costi e difficoltà di controlli, siamo ancora all’anno zero, per quanto riguarda gli sport agonistici legati al Coni qualcosa si è già mosso. Nelle scorse settimane, infatti, la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, con la collaborazione del Coni di Gorizia e l’Ass 2 Isontina ha dato vita a un fondamentale progetto di sviluppo delle strutture a disposizione delle società. In provincia di Gorizia, 25 sodalizi, scelti per numero di tesserati e collocazione territoriale, hanno ottenuto il defibrillatore, lo strumento di primo soccorso che ha come funzione quella di ripristinare, o provare a farlo, il battito cardiaco in attesa del 118. A riceverlo per prima è stata la Falconstar, che conta 250 tesserati. Il dirigente Claudio Siardi, lo scorso 26 marzo, ha ritirato lo strumento, già a disposizione nella palestra di via Baden Powell. Lo strumento va utilizzato con la massima cura e conoscenza, e per questo la Ass 2 ha fissato un programma di corsi per i rappresentanti delle società che saranno chiamati, nel caso si rendesse malauguratamente necessario, ad utilizzare l’apparecchiatura. «Abbiamo fornito 18 nominativi tra allenatori e dirigenti – spiega Siardi – che da qui a giugno frequenteranno il corso. Due lo hanno già effettuato. Ringraziamo la Fondazione, il Coni e l’Ass 2: sono corsi gratuiti e sappiamo che per loro è un grosso impegno». Gloria Andreini, addetta alla segreteria della Falconstar, è uno dei due dirigenti ad avere già avuto l’abilitazione. «Il corso dura 5/6 ore ed è impegnativo, anche fisicamente – racconta Gloria – ma oltre che estremamente utile è interessantissimo. Gli istruttori sono molto preparati. C’è la giusta dose di teoria, che ti fa capire quanto importante sia questo strumento che può portare ad un precoce trattamento salvavita, e poi tanta pratica».
Michele Neri
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