Un no vax su tre ha già cambiato idea: 57 mila incerti hanno scelto il vaccino
il focus
La progressiva stretta sui non vaccinati produce effetti concreti in Friuli Venezia Giulia. Negli ultimi due mesi uno su tre (quasi 57 mila persone) ha deciso che no, non era più il caso di aspettare: si è recato al centro vaccinale e si è fatto somministrare la prima dose. Un passo avanti importante nella campagna anti Covid in un contesto in cui si sta cercando di recuperare terreno pure sulle terze dosi. Il confronto è sull’arco di otto settimane, dall’8 ottobre al 3 dicembre, ed è consentito dal consueto report del governo. Al netto di chi il vaccino non se lo può fare per motivi di salute e dei guariti da meno di sei mesi, la platea dei senza dose si è ridotta da 190.306 a 133.322 (si è scesi così dal 17,4% al 12,2%). In sostanza, 56.984 persone, tra no vax duri e puri, incerti o semplicemente timorosi, sono entrati nella maggioranza dei vaccinati.
La fascia che in valore assoluto ha risposto di più ai ripetuti appelli delle istituzioni è quella dei quarantenni: in questi due mesi sono stati 10.584 i “convertiti”. Oltre quota 10 mila anche trentenni e cinquantenni, mentre i sessantenni che hanno cambiato idea sono stati 4.727 e gli ottantenni 1.646 (ne mancano ormai solo 2.701). L’obiettivo è stato evidentemente quello di poter entrare in possesso del Green pass prima e ora del super Green pass, il lasciapassare che, con il decreto che decorrerà in tutta Italia dal 6 dicembre, consente non solo di andare a lavorare, ma anche di fare colazione seduti al bar, pranzare e cenare al ristorante, vedere un film o uno spettacolo teatrale, assistere a un evento sportivo. Non a caso, in un Fvg in cui, causa ingresso anticipato in zona gialla, le nuove regole sono scattate da lunedì 29 novembre, nel corso della settimana sono state messe in fila 6.420 prime dosi, il 62% in più delle 3.966 dei sette giorni precedenti. E sono pure aumentate le somministrazioni della terza dose (si è arrivati a 126 mila, ne sono prenotate complessivamente 346 mila a dicembre), anche se dai trentenni in su la regione mostra percentuali inferiori al resto del Paese.
Proprio su questa criticità incalza la Cgil Fvg, con la responsabile sanità Rossana Giacaz: «Né i cambiamenti delle regole in materia di Green Pass, né l’aggiornamento delle agende vaccinali bastano a giustificare un numero di somministrazioni sensibilmente più basso rispetto alla media di regioni che devono fare i conti con gli stessi identici problemi evidenziati dall’assessore Riccardi». Secondo Giacaz, «dietro a questo divario ci sono criticità oggettive, a partire dal sovraccarico dei Cup, che vanno riconosciute, affrontate e risolte, tanto più che possono incidere negativamente anche sulla somministrazione delle prime dosi, che finalmente fa segnare una lieve ripresa». Auspicando una migliore organizzazione, la proposta della Cgil è di «coinvolgere nella campagna farmacie e medici di base, per abbattere la curva dei contagi, ridurre i ricoveri ed evitare che continui ad allungarsi la triste conta delle vittime».
I positivi di giornata registrati nel bollettino regionale sono 829 (737 da tampone molecolare, 92 da test rapido), le vittime cinque: tre uomini a Trieste, due di 79 anni e uno di 76, un ottantatreenne di Resia, un novantenne di Roveredo in Piano. Ancora numerosi i contagi nelle case di riposo (17 ospiti, 12 operatori), mentre si è interrotta la crescita dei ricoveri: i pazienti in terapia intensiva sono 25 (stabili), quelli nei reparti ordinari 281 (-3). —
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