Un Piano di zona organizzato per i bisognosi

La forza di una rete di cui è capofila il Comune e comprende altri 176 soggetti, 25 dei quali istituzionali e gli altri del terzo settore e dell’associazionismo, per “affrontare i bisogni emergenti e le priorità a livello territoriale”. Questo l’obiettivo del Piano di zona presentato ieri dal sindaco, Roberto Cosolini e dell’Assessore per le Politiche sociali, Laura Famulari, nel corso di un incontro che ha visto presenti, nell’aula del consiglio comunale, i soggetti coinvolti che hanno poi provveduto anche alla firma del documento. «Questo piano è un fondamentale strumento di programmazione – ha detto Cosolini – rivolto al tema del benessere sociale. Si tratta di un patto fra tanti soggetti impegnati nel garantire a un’ampia fascia della popolazione, soprattutto quella più debole – ha precisato – la giusta qualità della vita. Il welfare – ha concluso – va mantenuto anche nei momenti di crisi».
«La firma di questo Piano – ha sottolineato Famulari – è un momento di solidarietà condivisa, nel quale tutti i soggetti coinvolti mettono a disposizione le risorse di cui sono in possesso. Si tratta di regolare i servizi sociali in modo efficiente – ha proseguito – per affrontare le situazioni di difficoltà, guardando anche all’innovazione. La riorganizzazione, nella prima fase – ha concluso l’assessore – sarà dolorosa con qualche taglio, ma cercheremo di supportare tutti i cittadini».
Il Piano di zona, della durata di tre anni, fino al 2015 compreso, prevede strumenti rivolti soprattutto ai bisogni dei minori, delle famiglia, degli anziani e dei disabili. Il numero di questi ultimi in città è passato da 1185 nel 2005 agli attuali 1585. Principali interlocutori del Comune nel progetto sono la Provincia, rappresentata ieri dalla presidente, Maria Teresa Bassa Poropat e dall’assessore Roberta Tarlao, e l’Azienda per i servizi sanitari, con il direttore Fabio Samani, presente alla firma. «Si tratterà – ha ripreso Famulari – di valorizzare il ruolo della comunità locale e delle risorse del territorio, come le scuole, le comunità educative, le famiglie affidatarie per quanto concerne i minori, le strutture sanitarie e di assistenza per gli ammalati, i portatori di handicap e gli anziani».
Ugo Salvini
Riproduzione riservata © Il Piccolo








