Un religioso che sa fare anche ridere

Lunga tunica nera, fez rosso cremisi fasciato di bianco, Mustafic è stato invitato a Trieste da Semso Osmanovic, presidente dell’Istituto di cooperazione e sviluppo Italia- Bosnia Erzegovina, un...

Lunga tunica nera, fez rosso cremisi fasciato di bianco, Mustafic è stato invitato a Trieste da Semso Osmanovic, presidente dell’Istituto di cooperazione e sviluppo Italia- Bosnia Erzegovina, un sodalizio interetnico nato in città da poco tempo.

Il giovane imam sulla trentina è bosniaco. Nato a Tuzla, ha studiato religione nella sua città natale e alla facoltà islamica di Sarajevo. Da qualche anno vive e lavora a Capodistria. Le sue parole, diffuse da un piccolo microfono appeso al collo, hanno presa sull’uditorio. Il religioso dalla voce pacata e i gesti composti sfodera anche una buona dose di humor: in più di un’occasione i fedeli interrompono con piccole risate una sorta di parabola in serbo-croato nella quale il profano riesce a distinguere poche parole, come “kuca” (casa) e “rakia” (il tipico distillato balcanico).

«È una bella comunità - commenta alla fine - di gente integrata nella realtà locale. E che non è di peso alla società che li accoglie, in quanto quasi tutti lavorano. È importante: ho avuto la sensazione, anche parlando un po’ con loro, che capiscano di essere, oltre a fedeli musulmani, cittadini di una comunità». «Ma sono soddisfatto - continua - anche di vedere come pur in una terra che non è loro e frequentando qui al centro e in città gente diversa mantengano la loro identità di fedeli. Sono contento dell’invito. Ritornerò ma devo considerare gli impegni che ho in Slovenia: nell’area del litorale, di mia competenza, vivono ben 6mila musulmani, l’85% dei quali proviene da Paesi dell’ex Jugoslavia. Ma da Capodistria, in fin dei conti, Trieste dista meno di 30 minuti d’auto».

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