Un sottopasso ferroviario per liberare il passaggio a livello del rione Zochet

Si è discusso pure delle barriere. L’azienda intende investire: nel 2024 saranno movimentati 14.000 treni in più
Bonaventura Monfalcone-07.11.2020 Passaggio a livello-Selz-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-07.11.2020 Passaggio a livello-Selz-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



Tre i progetti ipotizzati da Rete ferroviaria italiana per la soppressione del passaggio a livello che insiste sul quartiere Zochét, tra gli ultimi a opprimere con discrete attese gli automobilisti in transito nel mandamento, ma solo uno incontra il gradimento dell’amministrazione comunale. Ed è non a caso iniziato, da parte di quest’ultima, il pressing sulla società per ritagliare, dopo la destinazione di risorse finalizzate alla pianificazione su carta, anche lo stanziamento di fondi dedicati alla realizzazione dell’infrastruttura.

Con alcuni desiderata sull’opera: il passaggio del treno al di sotto della linea d’asfalto, dunque in modalità sottopasso rispetto alla viabilità veicolare, e il minor impatto possibile sulla quotidianità dei residenti, quindi senza tagliar fuori dalla circolazione il quartiere già satellitare rispetto a Monfalcone e soprattutto senza arrecare allungamenti, nei collegamenti, sui tempi di percorrenza dei tragitti casa-lavoro per i residenti lì insediati. E chissà se la proposta formulata dal sindaco Anna Cisint coincide con le visioni dell’omologo ronchese Livio Vecchiet, il quale sullo sviluppo della rete ferroviaria locale, possibilmente con epicentro nella cittadina dell’aeroporto, ha una visione tutta sua, più volte espressa. Lo snodo, peraltro, è condiviso con la vicina municipalità, fungendo da cerniera.

È stato però, quello dello Zochét, soltanto uno dei temi toccati dall’amministrazione comunale al vertice convocato con la delegazione di Rfi, capitanata dal direttore infrastrutture Carlo De Giuseppe e in presenza dei dirigenti dei settori della progettazione, degli investimenti, della manutenzione e dello sviluppo, per mettere a punto la strategia sulle problematiche qui presenti. Confronto da cui è emersa anche una volontà di investimento da parte dell’azienda pubblica sul territorio, secondo una stima che vedrà nel 2024 la gestione complessiva di 25 mila treni all’anno, 14 mila in più rispetto a ora.

Al tavolo, per l’ente, il sindaco Anna Cisint e il consigliere regionale azzurro Giuseppe Nicoli. Incontro definito «molto positivo» dalla prima, cui seguirà in agenda «un calendario di approfondimenti programmati». A quello già fissato per domani si dirimeranno la riqualificazione della stazione e gli interventi che «riguarderanno non solo l’adeguamento dei marciapiedi e dei sottopassi, ma anche la ristrutturazione e il completo restyling dell’edificio e degli spazi di accoglienza dei viaggiatori, nonché un radicale miglioramento delle aree esterne di proprietà delle Ferrovie dello Stato, particolarmente per gli aspetti dell’accessibilità», pure sotto il profilo della «conformità al Piano del traffico intercomunale». L’amministrazione comunale sta già svolgendo opere in autonomia sull’area del piazzale e contorno limitrofo, in considerazione dell’importanza strategica del nodo monfalconese.

Fra le proposte che il Comune intende avanzare c’è anche quella di «un collegamento con il parco della Grande Guerra», le cui trincee iniziano proprio nella parte antistante le pensiline, con una ricaduta ritenuta dall’ente «evidente» per la valorizzazione turistica dell’area storica del Carso.

Si è parlato però pure, riferisce Cisint, di barriere fonoassorbenti da predisporsi sul territorio per attutire gli effetti collaterali dell’attraversamento ferroviario: tempi certi non ci sono «ma abbiamo chiesto con forza un’accelerata, alla luce anche delle risorse stanziate». Infine «garanzie» da Rfi sul potenziamento della rete nel perimetro di Portorosega: i tecnici hanno riferito che così com’è stata predisposta è in grado di supportare mole di traffici ben più consistente rispetto ai volumi attuali, dunque può essere potenziata all’occorrenza senza grosse criticità. Una notizia accolta con sollievo dal Comune, nell’ambito del più ampio programma di sviluppo dei collegamenti con l’intero sistema portuale dell’alto Adriatico. Da ultimo Cisint ha rimarcato l’importanza del nuovo Piano regolatore nello sviluppo dei traffici ferroviari, mentre l’ingegner De Giuseppe ha fornito rassicurazioni sull’attenzione alle esigenze dello scalo cittadino, rilevando che gli investimenti in corso consentiranno entro il 2024 di poter gestire una movimentazione complessiva di 25 mila treni all’anno, rispetto agli 11 mila attuali. –

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