Un tubone sotterraneo anti-alluvioni

Verrà realizzato a Cormons in località Boatina. Convoglierà le acque nell’area verso la confluenza del Bisinta con il Versa
Di Matteo Femia
Bumbaca Gorizia 19_11_2016 Maltempo Cormons © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 19_11_2016 Maltempo Cormons © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

CORMONS. Una vera e propria rivoluzione in materia di messa in sicurezza della località Boatina come non se ne vedevano da una trentina d'anni con l'obiettivo di risolvere una volta per tutte il problema cronico degli allagamenti in via Corona. È quanto avverrà entro la fine dell'anno con l'enorme opera di riqualificazione che il Consorzio di bonifica pianura isontina grazie a un finanziamento di 350 mila euro della Regione e al supporto del Comune metterà in campo. Quattro, di fatto, gli accorgimenti previsti, come spiegato l'altra sera in un interessante incontro pubblico a Palazzo Locatelli a cui ha partecipato una folta rappresentanza di cittadini residenti nell'area - a testimonianza di quanto il tema sia molto sentito - e di tutti gli assessori interessati all'argomento, sindaco Luciano Patat in testa, con la vice Lucia Toros, l’assessore all’Ambiente Elena Gasparin e quella ai Lavori pubblici, Paolo Nardin. Il primo sarà la realizzazione di un tubone sotterraneo, e quindi invisibile e non impattante, che scorrerà lungo tutta via Corona e che grazie a nuove griglie permetterà un migliore e maggiore scolo delle acque piovane in tutta l'area che dà verso la confluenza con il Versa. Il secondo step sarà una manutenzione costante: uno sfalcio ogni sei mesi, per un costo annuale di 25mila euro («Una cifra non certo esagerata, che testimonia come i costi di prevenzione siano assolutamente sopportabili per tenere in ordine il territorio», ha commentato l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, intervenuta all’incontrio). Il terzo accorgimento sarà il posizionamento di massi e pietre lungo le sponde del rio Bisinta, per controllare e direzionare il flusso della corrente d'acqua. Infine, in caso di eventi nettamente sopra la media, il Consorzio utilizzerà una motopompa per “risucchiare” l'acqua che dovesse fuoriuscire dall'alveo. «Ma quest'ultima eventualità riguarda casi davvero eccezionali, ovvero se dovessero cadere in un'ora quantità d'acqua solitamente visibili in qualche mese: insomma, allagamenti come se ne vedono ogni trent'anni, e non ogni anno o più volte come avviene ora» hanno spiegato i tecnici del Consorzio. Ente che realizzerà l'opera entro la fine del 2017: «Il 31 dicembre vogliamo aver chiuso questa pratica» assicurazione il Consorzio, che dovrebbe anzi - se non ci saranno intoppi - riuscire a svolgere l'intero intervento di riqualificazione tra l'area del Faet e la confluenza col Versa già prima dell'autunno prossimo, di modo da mettere in sicurezza il territorio prima dell'arrivo delle piogge. «Decisiva per l'attuazione di quest'operazione - ha spiegato l'assessore Vito - è stata la legge 11 del 2015 per la difesa del suolo che ha regolamentato e fatto ordine sul tema delle competenze in merito a questo tipo di interventi. In questo modo abbiamo individuato un soggetto, il Consorzio in questo caso, che è un'eccellenza della nostra regione e svolgerà un lavoro di primaria importanza, atteso da questo territorio davvero da decenni. Ora finalmente si inizieranno a vedere i risultati della legge 11: niente più rimpallo di competenze, ma operatività con progetti di prevenzione chiari e concreti come questo, con concetti come sicurezza idraulica e rispetto del paesaggio a fare da minimo comun denominatore». «La Regione - ha proseguito Vito - nel comprensorio tra Judrio, Versa e Bisinta ha investito poco meno di 1,5 milioni di euro. Una cifra importante: nel 2016 per risolvere le problematiche da rischio idrogeologico abbiamo messo a disposizione qualcosa come 28 milioni di euro in tutto il Friuli Venezia Giulia. Numeri mai visti prima da queste parti»".

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